Siamo un paese d'anziani, busta paga più leggera per le donne
14 febbraio, 11:34ROMA - L'Italia è un Paese di anziani ritirati dal lavoro presto e con pensioni basse mentre per i giovani la strada verso un lavoro stabile è lunga e piena di ostacoli: è quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale 2011 messo a punto da Inps, Istat e ministero del Lavoro presentato oggi secondo il quale è ancora alto il divario tra le retribuzioni sia di genere (le donne prendono in media il 20% meno degli uomini) che tra italiani e stranieri.
Secondo il Rapporto solo il 19% degli oltre 5,3 milioni di contratti di lavoro instaurati nei primi sei mesi del 2011 era a tempo indeterminato a fronte del 67,7% delle nuove assunzioni fatte a tempo determinato, l'8,6% con contratti di collaborazione e appena il 3% con il contratto di apprendistato. Sul fronte dei ritirati dal lavoro il Rapporto sottolinea come su 16,7 milioni di pensionati quasi la metà (il 49,4% pari a 8,2 milioni) viva con redditi da pensione inferiori a 1.000 euro al mese e il 37,4% con redditi tra i 1.000 e i duemila euro. L'Italia però nel 2010 era il Paese con la percentuale più bassa di occupati tra i 55 e 64 anni (e con l'età media più bassa per il ritiro dal lavoro dopo la Francia con 60,1 anni a fronte dei 61,6 dell'Ue a 15). Prima dell'entrata in vigore dello scalino del 2011, della finestra mobile e della riforma Monti-Fornero in Italia lavorava poco più di un ultra 55enne su tre (il 36,6%) a fronte del 48,4% dell'Ue a 15 e del 57,7% della Germania.
Un miglioramento rispetto al 1995 di otto punti ma molto più lento dei 12 punti dell'Ue a 15 (dal 36% al 48,4%). Il Paese continua a invecchiare anche a causa del basso tasso di fecondità delle donne. Al primo gennaio 2011 i residenti in Italia erano 60.626.l000, 286.000 in più rispetto all'anno precedente grazie al saldo attivo del movimento migratorio. Il numero medio di figli per donna si attesta a 1,41 con valori di 2,23 per le donne straniere e di 1,31 per quelle italiane. Continua ad aumentare l'aspettativa di vita della popolazione italiana pari a 79,2 anni per gli uomini e 84,4 per le donne con un guadagno rispettivamente di nove e sette anni rispetto a 30 anni prima. L'indice di vecchiaia (il rapporto tra la popolazione over 65 e quella under 14) è passato da 111,6 nel 1995 a 144,5 nel 2011. Nel 2030 gli ultrasessantacinquenni saranno più del doppio dei ragazzini fino a 14 anni (205,3%). La retribuzione netta mensile - secondo il rapporto era nel 2010 di 1.286 euro per i lavoratori italiani (uomini e donne) e di 973 euro per gli stranieri. In media i lavoratori italiani uomini percepiscono 1.407 euro netti al mese a fronte dei 1.131 euro delle lavoratrici donne. Tra gli stranieri gli uomini percepiscono in media una retribuzione netta di 1.118 euro a fronte dei 788 euro medi delle immigrate donne






