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Tarantini: 'Ho parlato per evitare la galera'

'C'era accordo con pm, una sessantina le corruzioni'

09 settembre, 21:33
Gianpaolo Tarantini e sua moglie 'Nicla' Angela Devenuto nel 2003
Gianpaolo Tarantini e sua moglie 'Nicla' Angela Devenuto nel 2003
Tarantini: 'Ho parlato per evitare la galera'

di Paolo Melchiorre

BARI - Un tacito accordo, del tipo "tu racconti tutto e io non ti faccio arrestare", che sarebbe stato "siglato" tra l'imprenditore Gianpaolo Tarantini e l'ex pm della Procura di Bari Giuseppe Scelsi. E quei racconti - escort, presunti episodi di corruzione - avrebbero avuto conseguenze devastanti, più del classico "fiume in piena", come le "slavine di Cortina". A dirlo è stato lo stesso Tarantini nell'interrogatorio di garanzia al quale è stato sottoposto il 3 settembre scorso nel carcere di Poggioreale a Napoli dal gip Amelia Primavera e dai pm napoletani Francesco Curcio e Henry John Woodcock. In una fase dell'interrogatorio Tarantini parla del patteggiamento della pena per la cessione di cocaina.

"Ma io non l'ho fatta la richiesta di patteggiamento!" replica Tarantini al gip che gli fa presente che lui prima lo aveva chiesto e poi avrebbe cambiato idea. "Io la richiesta di patteggiamento l'ho fatta a luglio 2009, prima che scoppiasse tutto il casino mio! Prima che fossi arrestato... Perché c'era un accordo - voi lo sapete, siete magistrati! - tra me e Scelsi, tra i miei avvocati e il dottor Scelsi, che era: io parlo e non mi arrestate, questo era l'accordo! E patteggia tutto, Tarantini patteggia tutto ed abbiamo finito. Scelsi dice di sì, poi non so per quale motivo, a fine luglio 2009 questa posizione di Scelsi viene assolutamente superata, mi arrestano". Sul suo arresto Tarantini punta il dito contro il Procuratore di Bari, Antonio Laudati. "Mi arresta Laudati - dice ancora Tarantini ricordando quel periodo - è Laudati che dice a Scelsi: 'Arrestalo!'.

Mi arrestano, esattamente dopo un mese, per fortuna il gip non convalida il fermo. Io ero ai domiciliari, perché non sussiste il pericolo di fuga, sussistono i gravi indizi di colpevolezza ... Mi danno gli arresti domiciliari, durante gli arresti domiciliari il mio avvocato va a parlare con i pm, che dicono: 'Noi lo accusiamo di traffico, se non parla, di tutto, di piu'". Così, di fronte al pericolo di finire dietro le sbarre, Tarantini - è lui stesso ad ammetterlo - decide di raccontare tutto su escort e corruzioni (questi ultimi casi, dice, saranno "una quarantina, una sessantina"). "Mi faccio l'esame di coscienza, dico: 'Guardate, io ne ho gia' parlato, lo faccio e vi dico tutto! Per paura di non andare in carcere vi dico proprio tuttò! Quello che ho detto prima, non un fiume in piena, di più, le slavine di Cortina!".

E ancora: "..Dico tutto anche quello di cui loro non avevano neanche idea dell'esistenza! Tipo fatti politici, corruzioni piccole, corruzioni grandi, amici miei fraterni, centrodestra, centrosinistra, in mezzo, distrazioni della società, tutto! Tutto ciò che avevo fatto negli ultimi tre anni lo ammetto". Al Palazzo di giustizia di Bari cresce l'attesa per quanto potrebbe venire a galla dopo il 15 settembre, quando ci sarà il deposito dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari per l'inchiesta-escort. Il fascicolo dovrebbe riguardare una dozzina di indagati, a cominciare da Tarantini. Non ci sarebbe, secondo indiscrezioni, solo l'accusa di favoreggiamento della prostituzione, ma anche quella di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Un'inchiesta che "farà tremare Bari" ha detto lo stesso Tarantini nell'interrogatorio dopo l'arresto per la presunta estorsione a Berlusconi.

Quelle donne che hanno varcato l'ingresso di Palazzo Grazioli, cioé, non sarebbero state ingaggiate solo per divertire gli ospiti delle serate, ma anche per ottenere in cambio corsie preferenziali nell'affidamento di incarichi e appalti milionari. Ipotesi e indiscrezioni che solo il contenuto degli atti potrà confermare o smentire.

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