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Crisi: Usa, e' corsa contro rischio 'armageddon'

Obama preme per un'intesa bipartisan per evitare il default o sara' un''apocalisse economica'

16 luglio, 17:35
La locandina del film
La locandina del film
Crisi: Usa, e' corsa contro rischio 'armageddon'

di Marcello Campo
WASHINGTON  - Il tempo stringe. La data fatidica del 2 agosto è ormai dietro l'angolo e un'intesa bipartisan per evitare il default è quanto mai necessaria. Tuttavia non basta tagliare le spese, serve che anche i più ricchi facciano la loro parte. All'indomani della terza conferenza stampa in una settimana, Barack Obama dedica al negoziato sul deficit e il debito il suo messaggio settimanale. In un video di quattro minuti, torna a rivolgere il suo appello ai leader repubblicani, auspicando un "grande accordo" che, a suo dire, rappresenterebbe "un'occasione unica per risanare i conti e mettere in sicurezza il fisco americano". In mancanza di un'intesa, ci sarebbe il default, definito ieri dal presidente alla Casa Bianca "un armageddon, un'apocalisse economica". Per evitare questo scenario fosco, non solo per gli Stati Uniti ma per tutta l'economia mondiale, Obama è pronto a fare la sua parte, magari accettando impopolari tagli alla spesa pubblica, duri ma necessari. Ma chiede ai leader repubblicani di fare lo stesso, di non arroccarsi per motivi elettorali sulla difesa dei più abbienti. E, come ieri, evoca uno spirito di collaborazione bipartisan che in passato, nella storia politica americana, ha già dato buoni frutti. "Dopo tutto - spiega oggi Obama - abbiamo già lavorato assieme altre volte. Ronald Reagan ha collaborato con il democratico Tip O'Neill per tagliare le spese e riformare le pensioni. Bill Clinton - prosegue il presidente - ha lavorato fianco a fianco con Newt Gingrich e i repubblicani per mettere a posto il bilancio e creare surplus. Nessuno di loro ha ottenuto tutto ciò che voleva, ma hanno lavorato assieme e hanno portato avanti questo Paese". Quindi, rivolgendosi agli americani, sempre più spazientiti dai litigi tra Casa Bianca e Capitol Hill, ammette che "questo tipo di collaborazione è il minimo" che i cittadini si aspettano dai loro rappresentanti. "Ci avete mandato a Washington per fare cose giuste per il Paese e vi aspettate che ognuno di noi faccia lo stesso. Non solo cosa è sufficiente per essere eletto alle elezioni del futuro, ma quello che è giusto fare per aiutare le generazioni del futuro, creare lavoro, ricostruire il benessere del ceto medio e rimettere in piedi il paese. E questo è quello che mi impegno a fare".

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