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Caccia all'uomo dopo la telefonata di un corriere

04 maggio, 13:26
Bin Laden
Bin Laden
Caccia all'uomo dopo la telefonata di un corriere

LONDRA  - Una telefonata di 60 secondi da un cellulare ricaricabile avrebbe sigillato il destino di Osama bin Laden: Sheikh Abu Ahmed, nome di guerra Abu Ahmed al Kuwaiti, avrebbe usato un cellulare per parlare con un complice che veniva tenuto sotto controllo dalla Cia rompendo la regola aurea imposta dal capo di al Qaida: mai parlare ad altri terroristi per telefono. Dopo quasi dieci anni di caccia all'uomo quell'intercettazione è stato il tassello mancante che ha portato i Navy Seals americani a Abbottabad, riportano oggi i media britannici.

Ahmed era uno dei collaboratori più fidati di bin Laden. Un esperto di informatica, secondo i media britannici che attingono a documenti di Guantanamo, avrebbe aiutato nella pianificazione delle stragi dell'11 settembre addestrando i dirottatori all'uso dei computer, e poi nella consegna dei messaggi registrati del capo di al Qaida a emittenti televisive come al Jazira. Osama aveva ordinato a lui e ad altri quadri di al Qaida di parlarsi soltanto faccia a faccia, scrive oggi il Daily Mirror. Ma a un certo punto Ahmed ha sgarrato. La sua telefonata, localizzata nella città pachistana di Peshawar a 150 chilometri da Abbottabad, ha accelerato la caccia all'uomo facendo scattare una imponente operazione di sorveglianza. La Cia sapeva che se avessero trovato al-Kuwaiti avrebbero trovato bin Laden. Come corriere, l'uomo è stato fondamentale per mantenere il segreto attorno a bin Laden per quasi 10 anni. Ma in una torrida giornata di luglio dell'anno scorso Ahmed fu visto al volante di una jeep Suzuki bianca. L'auto fu pedinata per oltre un mese portando finalmente gli agenti Usa a Abbottabad.

Nei successivi sette mesi la Cia tenne sotto stretta sorveglianza il compound con droni, satelliti e agenti segreti. Lo scorso febbraio gli elementi raccolti avevano convinto la Cia che un "bersagli di alto valore" viveva entro il muro di cinta del complesso-fortezza. Non è chiaro se il corriere si trovasse al suo interno quando bin Laden è stato ucciso. Ne è convinto il Daily Mirror che oggi lo dà tra le vittime assieme a un fratello.

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