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Protesta artisti per liberatoria referendum

02 maggio, 16:41
Luca Barbarossa indossa una t-shirt contro il nucleare al concerto del 1 maggio a piazza San Giovanni
Luca Barbarossa indossa una t-shirt contro il nucleare al concerto del 1 maggio a piazza San Giovanni
Protesta artisti per liberatoria referendum

ROMA  - "Ci hanno fatto firmare una liberatoria per non parlare di referendum e non dare indicazioni di voto qui dal palco di San Giovanni. E' una censura bella e buona", lo ha detto Erriquez, il leader di Bandabardò spiegando che "non siamo stati informati di quello che firmavamo perché pensavamo si trattasse della normale liberatoria che si firma quando si va in televisione. Certo questo è anche un nostro errore ma in questo modo si impedisce la libertà di parola". Il cantante ha spiegato di essere stato informato della questione da Ascanio Celestini che a suo dire starebbe preparando una protesta formale.

ORGANIZZATORI, LIBERATORIA RISPETTA LA LEGGE
- "Il contenuto della liberatoria che é stata firmata dagli artisti è quello previsto dalla legge". Lo ha detto l'organizzatore del Concertone, Marco Godano, spiegando che "é quello che si fa in tutte le occasioni come questa, perché lo prevede la legge sulla par condicio". "Gli artisti che protestano sono persone che usano questo palco per i loro interessi e per farsi pubblicità - ha proseguito - questa non è una protesta contro il primo maggio semmai contro la par condicio".

COMITATO REFERENDUM, LIBERATORIA INACCETTABILE 
- Il Comitato 'Vota si' per fermare il nuclearé, è fortemente contrario alla liberatoria che è stata fatta firmare agli artisti del Concertone del primo maggio "e che prevede decine di migliaia di euro di multa se si parla di acqua o nucleare". "E' un fatto inaccettabile - si legge in una nota del comitato che riunisce oltre 70 associazioni per il referendum del 12 e 13 luglio - che si aggiunge alla truffa in atto per scippare i referendum agli italiani. Ma aggireremo la censura: quello che non hanno potuto dire dal palco gli artisti lo hanno detto alle nostre telecamere. Le loro dichiarazioni saranno da domani sul sito www.fermiamoilnucleare.it". Secondo il Comitato, in particolare, "é inaccettabile che da una parte non sia ancora stato approvato il regolamento che governa l'informazione per i referendum, che avrebbe dovuto già essere in vigore, e dall'altra, invece, si applicano regole estemporanee e che, con ogni evidenza non rispettano il sentire degli italiani. Lo dimostrano anche le bandiere in piazza e la protesta degli artisti". Insomma, conclude la nota, "quelle decine di migliaia di euro che pendono sulla libertà d'espressione degli artisti sono un'offesa inaccettabile alla libertà d'espressione e al pluralismo. Un'offesa agli italiani".

DI PIETRO, LIBERATORIA E' GRAVE ILLEGALITA'
- "Ritengo una grave illegalità non permettere a chi vuole esprimersi di dire la propria opinione sul referendum", lo ha detto il leader Idv Antonio Di Pietro nel backstage del concertone di San Giovanni riferendosi alla protesta degli artisti per la liberatoria su referendum e amministrative. "L'acqua non è né di destra né di sinistra e poi chi viola la par condicio è proprio la tv di stato", ha aggiunto.

CELESTINI, LIBERATORIA E' FORMA AUTOLIMITAZIONE - "Quella contenuta nella liberatoria che ci hanno fatto firmare non è censura, è un'altra cosa. E' una forma di autolimitazione, un tentativo di distrazione". Lo ha detto Ascanio Celestini subito dopo la sua performance sul palco del Concertone spiegando che "normalmente in tv non ti viene chiesto di firmare cose di questo tipo". Celestini ha spiegato che nella liberatoria si afferma prima che "non bisogna essere candidato, poi che non bisogna essere un soggetto politico. Poi si va in un crescendo continuo, si dice che non si può far parte di un comitato referendario. E poi c'é scritto esplicitamente 'mi asterro' da affermazioni, dichiarazioni o comportamenti che possano influenzare il voto dell'elettore o fornire indicazioni di voto e da qualsiasi riferimento ai quesiti referendarì". Celestini ha spiegato di aver saputo solo oggi di questa liberatoria. "Non avrei detto molto di più di quello che ho detto sul palco - ha aggiunto - il mio pezzo riguardava la Repubblica romana che è uno dei momenti più alti della nostra storia. Avrei detto solo due cose in più all'inizio, perché bisogna raccontare non solo quello che c'é nella piazza, ma anche quello che c'é dietro la piazza, dove ci sono i banchetti per il sì al referendum per il nucleare e per l'acqua. Non mi sembra che avrei detto niente di pericoloso".

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