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Marito sceglie legali casi Meredith e Sarah

Rappresentano Parolisi come persona offesa

27 maggio, 11:56
Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea
Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea
Marito sceglie legali casi Meredith e Sarah

PERUGIA - Si sono casualmente incontrati quattro anni fa nella difesa di Rudy Guede per l'omicidio di Meredith Kercher, e da allora gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile sono professionalmente inseparabili in alcuni dei principali casi di cronaca italiana (anche se continuano ad avere studi separati). Dall'omicidio di Sarah Scazzi a quello di Melania Rea, nel quale ora rappresentano il marito Salvatore Parolisi come persona offesa dal reato. Volti ormai noti della tv, più volte ospiti di 'Porta a porta' come di 'Matrix', anche se entrambi sottolineano: "la notorietà non ci interessa". Quando gli chiedi perché in tanti si rivolgono a loro, l'avvocato Biscotti spiega che i clienti "apprezzano, oltre alla competenza, la sensibilità umana nel rapportarsi".

"I nostri incontri - aggiunge - preferiamo farli intorno al tavolo di una cucina piuttosto che in qualche studio ovattato del centro". "Il nostro mestiere ti porta ad andare dove c' è qualcuno che ha bisogno" spiega l'avvocato Gentile. Perugini di adozione, entrambi sono originari di altre regioni. Di Peschici il cinquantaduenne Biscotti e di Cirò il collega Gentile che ha 42 anni. E nel caso di Melania Rea si trovano ora a confrontarsi con il procuratore di Ascoli Michele Renzo che a Perugia ha lavorato a lungo. Biscotti ha tra l'altro rappresentato come parte civile Alma Petri, la vedova del sovrintendente della polfer assassinato dalle nuove Br, mentre Gentile è il legale della show-girl Sara Tommasi. Il loro lavoro in comune è cominciato, "senza sapere l'uno dell'altro", nella difesa di Guede, condannato definitivamente a 16 anni di reclusione per l'omicidio Kercher ma del quale entrambi "continuano a essere convinti dell'innocenza".

I due legali hanno quindi cominciato ad affrontare insieme quelle che in qualche caso definiscono delle "sfide impossibili". "Cerchiamo la giustizia per i nostri clienti, - affermano - come fa ogni avvocato. Ci sobbarchiamo anche 14 ore di auto in un giorno senza dormire per essere vicino a chi assistiamo ma dietro di noi c' è il lavoro di tanti giovani legali che ci supporta". Eccoli quindi insieme a rappresentare Azenete, la mamma del transessuale Brenda ucciso in un appartamento a Roma, ma anche impegnati nella difesa di Winston Manuel Reves, il filippino che ha confessato di aver ucciso la contessa Alberica Filo della Torre nella sua villa dell'Olgiata. Poi l'omicidio di Sarah Scazzi nel quale tutelano Concetta, la madre della giovane uccisa ad Avetrana. Il caso che "umanamente" li ha più colpiti, rivelano. "Una vera botta al cuore" dice l'avvocato Gentile. Ora Salvatore Parolisi, "vittima di un linciaggio mediatico" sostengono. "Una roba da medioevo: anche per questo - conclude l'avvocato Biscotti - ha sentito il bisogno di dire basta, e si è rivolto a noi".

SI INDAGA SU COSA PAROLISI FECE 19/4 IN CASERMA
I carabinieri continuano il lavoro sui testimoni dell'inchiesta sul brutale omicidio di Carmela Melania Rea, la casalinga ventinovenne di Somma Vesuviana scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile e ritrovata uccisa a coltellate due giorni dopo in un pineta a Ripe di Civitella (Teramo). In questi giorni si sono concentrati sulla caserma del 235/o Rav Piceno, dove il marito della donna Salvatore Parolisi è addestratore delle donne soldato e dove il caporalmaggiore dovrebbe tornare a breve, una volta terminata la licenza per gravi motivi familiari. E ritengono di avere ricostruito con sufficiente chiarezza quello che Parolisi fece nelle ore e soprattutto nel giorno successivo alla scomparsa della moglie. Il 19 aprile infatti non partecipò alle ricerche della donna (all'epoca si pensava ancora ad un allontanamento volontario), ma andò in caserma e vi rimase per varie ore. Ma cosa fece non trapela dal riserbo degli inquirenti, perché potrebbe essere importante ai fini dell'inchiesta. Continua anche la "caccia" ad altri testimoni che potrebbero confermare con certezza la presenza o l'assenza della giovane donna sul pianoro di Colle San Marco, da cui, secondo il marito, si sarebbe allontanata per non fare più ritorno: due donne, una bionda con un bambina, l'altra con capelli ricci e occhiali da vista, ma anche due ciclisti che le avrebbero viste.

Dopo il sopralluogo di ieri (che ha portato a repertare un paio di jeans da uomo e un maglietta che saranno esaminati dai carabinieri del Ris) gli investigatori continueranno poi a setacciare i dintorni della pineta di Ripe di Civitella, battendo tutte le possibili strade e i sentieri che potrebbe aver percorso l'assassino allontanandosi dalla radura nel Bosco delle Casermette, dove è stato trovato il corpo di Melania. Sotto osservazione anche le tracce di pneumatici accanto al cadavere. Intanto, in attesa dei risultati dell'autopsia e di quelli degli accertamenti di polizia scientifica, Parolisi ha nominato due legali che lo assisteranno in qualità di persona offesa nell'inchiesta per l'omicidio della moglie: sono Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, del foro di Perugia, già noti per avere partecipato a casi famosi. Sono i difensori di Rudy Guede nel processo Meredith e i legali della madre di Sarah Scazzi. "Salvatore - hanno detto oggi dopo un incontro con il pm Umberto Monti ad Ascoli - sta vivendo una situazione drammatica", oltre che un "linciaggio mediatico".

"Lui vuole arrivare alla verità sia per Melania, sia per poter dare, un giorno, risposte alla figlia Vittoria". Al primo punto dell'agenda però c'é il recupero dell'immagine del giovane vedovo, che pur essendo parte lesa, è al centro dell'inchiesta e il principale sospettato. Ma non serve solo un'operazione di immagine: come primo atto è stato nominato come consulente di parte un medico legale anche lui già noto alle cronache per essersi occupati dei delitti di Cogne e Garlasco: Lorenzo Varetto. Anche la famiglia di Salvatore è sotto pressione e oggi la mamma del caporalmaggiore, Vittoria, ha invocato "la verità al più presto, perché noi non ce la facciamo più".

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