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Premier, punto su delusi Udc-Fli

15 dicembre, 23:35
Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi
Premier, punto su delusi Udc-Fli

di Federico Garimberti

ROMA - Il presidente del Consiglio definisce "inesistente" il 'terzo Polo' e già prevede che Fini "sparirà". Per Silvio Berlusconi dunque l'iniziativa politica tenuta a battesimo oggi dal leader centrista e dal presidente della Camera non ha "grandi prospettive", cosi come non l'avrebbe un'alleanza con l'Udc di Pier Ferdinando Casini: meglio corteggiare i singoli parlamentari centristi e finiani delusi dai loro leader, magari per riunirli in un 'gruppo di moderati'.

Parole alle quali l'ex-Dc e Gianfranco Fini rispondono con i fatti, ufficializzando la nascita di un Polo che porterà ad un coordinamento unico di oltre 100 parlamentari. La giornata di oggi segna un allontanamento fra il Cavaliere e l'ex Dc, dopo la cauta apertura di ieri del premier. Il primo a far capire di non credere più alla possibilità di 'sostituire' le truppe finiane con i centristi è proprio il presidente del Consiglio che, forse intuendo quanto accadrà in serata, candidamente ammette di voler sottrarre truppe al leader centrista, così da replicare l'operazione già avviata con gli uomini del presidente della Camera.

Una strada, quella imboccata dal Cavaliere, che rischia di mandare definitivamente all'aria l'opera di 'corteggiamento' di quanti, nel Pdl, si stanno tutt'ora spendendo per un'intesa 'organica' con i centristi. All'indomani del voto di fiducia, il presidente del Consiglio ribadisce la sua strategia per evitare le urne che in questa fase congiunturale gli sembrano una scelta "irresponsabile". Ed è un percorso che sembra antitetico a quello cui, forse perché incalzato da Bruno Vespa e Stefano Folli, aveva ventilato appena ieri dicendo di non "escludere a priori" una crisi pilotata pur di accontentare le richieste dell'Udc. Ma in collegamento telefonico con la trasmissione Mattino Cinque di Maurizio Belpietro, cambia registro. Interrogato su come pensi di andare avanti con tre deputati di vantaggio, il premier dapprima ricorda che "molti si sono resi conto" di come "un'opposizione ideologica" non serva "né al Paese né a loro stessi".

Ecco perché rinnova l'"appello" a tutti i parlamentari "di buona volontà" a dare un "contributo concreto" al governo. un invito rivolto a ai 'malpancisti' cattolici del Pd (sono girate voci di una telefonata fra Berlusconi e Fioroni, smentite da ques'tultimo), ai finiani, ma soprattutto ai parlamentari della "comune famiglia del Ppe". E a Belpietro che gli ricorda come il leader dell'Udc abbia già risposto picche, Berlusconi replica: "Ma io sto pensando a singoli deputati che militano nei partiti di cui non condividano più la linea". Fra i 'futuristi', aggiunge, ce ne sono "diversi che hanno pagato ormai il loro debito di riconoscenza a Fini" e che sentono come "innaturale" la loro permanenza all'opposizione.

Un percorso di riavvicinamento che è già cominciato, assicura, visto che "alcuni sono già venuti da noi" per "offrire la loro collaborazione". Insomma, a suo giudizio, "dopo il voto di ieri l'ipotesi del terzo polo non ha più grandi prospettive". E per 'tentarli' il Cavaliere ricorda che i "diversi posti liberi" nell'Esecutivo. Vi sarebbe già una lista di papabili (8 parlamentari di Fli, di cui 7 deputati), alcuni centristi e dei democratici. E il Cavaliere ha incaricato alcuni fedelissimi della 'marcatura a uomo'. "Io ne ho due", confida un membro del governo. L'obiettivo è di portarne via il più possibile, per riunirli un unico gruppo parlamentare di 'moderati' così da non essere accusati di essere passati col 'nemico'.

Il premier conferma anche che, sventato il "ribaltone" orchestrato dalla sinistra con l'appoggio di Fini, il governo va avanti. Verso il presidente della Camera trattiene commenti eccessivamente ruvidi: le dimissioni sono una "scelta" che attiene alla sua "dignità", ma ricorda come "metà dell'Assemblea" gli abbia chiesto un passo indietro. Intanto però il terzo polo vede la luce: oltre a Udc e Fli, ne fanno parte l'Api di Francesco Rutelli, il Mpa di Raffaele Lombardi e i Libdem. Promettono una opposizione responsabile, ma l'obiettivo di tutti resta uno: far fare un passo indietro al Cavaliere.

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