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Usa spiavano infrastrutture, anche in Italia

07 dicembre, 11:36

 

 di Claudio Accogli
 
ROMA - Centinaia di infrastrutture chiave ''vitali'' per l'economia e la sicurezza di ''ogni Paese'' del mondo ''spiate'' dall'intelligence Usa attraverso le proprie ambasciate. L'ultima 'bomba' di Julian Assange e' fragorosa, e ha scatenato le durissime reazioni di Roma, ''azione criminale'', Washington, ''pubblicazione irresponsabile'' ora ''azioni significative'' e Londra, ''un danno alla sicurezza nazionale''. Online sono finite ''infrastrutture chiave considerate dal governo statunitense di importanza critica per l'America'', ha scritto Wikileaks pubblicando il documento.
 
''Un'azione criminale e sconsiderata'', ha tuonato il ministro degli Esteri, Franco Frattini: rivelare i nomi di aziende ''sensibili per la sicurezza dell'Italia'' e' stata la ''piu' grave delle uscite'', ''un favore al terrorismo''. ''Vi sono forti motivi per mantenere tali informazioni classificate'', ha invece detto il portavoce del Dipartimento di Stato P.J. Crowley definendo ''irresponsabile'' il comportamento di Assange, mentre il ministro della Giustizia Eric Holder ha annunciato ''azioni significative'' contro la fuga di notizie. ''La fuga di notizie puo' danneggiare la sicurezza nazionale negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e altrove'', ha detto un portavoce di Downing Street a nome del governo di David Cameron. Il dispaccio pubblicato da Wikileaks, scritto il 18 febbraio 2009 dal Dipartimento di Stato Usa, contro-siglato da Hillary Clinton, contiene la ''prima versione'' - scrive il sito - della ''Critical Foreign Dependencies Initiative'', e dettaglia un elenco di impianti farmaceutici, miniere per i minerali rari, infrastrutture tecnologiche e per la comunicazione, siti militari, sui quali le ambasciate americane dovevano avviare una attivita' di intelligence ''senza consultare i Paesi ospitanti'' - si legge in un altro 'cable' del 26 marzo 2009. I due siti italiani 'attenzionati' sono la Glaxo Smith Kline Spa di Parma e il gasdotto Trans-Med, anche noto come ''Gasdotto Enrico Mattei''. La prima e' una multinazionale farmaceutica nata nel 2000, con sede a Verona, che nello stabilimento di San Polo di Torrile si occupa ''dello sviluppo di nuovi prodotti in forma sterile e della produzione di vaccini e di liquidi e liofilizzati sterili a livello mondiale'', tra i quali il Digibind, un antidoto. Il gasdotto, invece, e' uno degli impianti principali per l'approvvigionamento energetico che porta idrocarburi lungo oltre 2.000 chilometri dall'Algeria alla Val Padana. Ma e' lunghissimo l'elenco delle infrastrutture ''vitali'' secondo gli Usa. In Asia orientale, sotto controllo in particolare le dorsali sottomarine per le comunicazioni e lo scambio di energia (C2C), che interconnettono tra loro le due sponde del Pacifico e i Paesi della regione. Ma anche centrali elettriche e le miniere delle ''Terre rare'' (le 14 materie strategiche per il futuro dell'industria). In Africa le miniere di cobalto, manganese, ferro, bauxite. Le dorsali per le telecomunicazioni del Brasile, dell'Argentina o del Canada, dove ''interessa'' molto agli Usa anche una fabbrica ''strategica'' di Montreal per la produzione dei missili terra-aria AGM-130, nell'''Emisfero Occidentale''. Ma la gran parte dell'elenco e' in realta' dedicata al capitolo ''Europa-Eurasia''. Si inizia dagli impianti della Bae Systems per la produzione dei caccia da combattimento F-35, quelle per i missili di precisione Extended Range Guided Munition e per la fabbricazione di vaccini animali, tutti in Gran Bretagna. Il cavo sottomarino Apollo, che collega Gb e Francia con gli Stati Uniti, e quello AC-1 (Atlantic Crossing 1) che interconnette gli Usa con Olanda, Germania e Gb. Gli impianti per la fabbricazione di vaccini, insulina, e tutta la gamma di industrie chimiche in Francia, Svizzera, Danimarca, Germania, dove sono tenuti sotto controllo anche le principali infrastrutture targate Siemens. I piu' importanti gasdotti e oleodotti, dall''Enrico Mattei' a quello Baku-Tbilisi-Ceyhan, che trasporta petrolio dal Mar Caspio al Mediterraneo, al Nadym in Russia che trasporta gas dalla Siberia fino nel cuore dell'Europa.

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