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Lo sconcerto per la notizia

Anche il Presidente della Repubblica e' rimasto colpito

30 novembre, 12:41
Dino De Laurentis, Mario Monicelli e Alberto Sordi nel 1976
Dino De Laurentis, Mario Monicelli e Alberto Sordi nel 1976
Lo sconcerto per la notizia

ROMA - Il mondo del cinema, e non solo, ha appreso attonito la notizia del suicidio di Mario Monicelli, avvenuta ieri a Roma. E lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo quanto si è appreso, è rimasto profondamente colpito dalla tragedia di Monicelli. E appena appresa la notizia ha cercato di informarsi sull'accaduto.

Fabio Fazio nel corso dell'ultima puntata di 'Vieni via con me' ha dedicato grande spazio al regista e ha detto: "resto perché voglio rivedere i suoi film". Tra gli attori, Carlo Verdone ha commentato:"é una notizia che mi intristisce molto", così come Michele Placido, con il quale ha interpretato il suo ultimo film 'Le rose del deserto' del 2006, ha detto di non aspettarsi il suicidio, ma ha aggiunto:" bisogna rispettare questa sua decisione".

"Quello che fa capire quale sia stata la statura di Mario Monicelli - ha osservato Carlo Lizzani, altro grande regista - é la sua durata nel tempo nella storia del cinema italiano, prima con Steno, poi durante il periodo di Fellini e Antonioni ha continuato la sua opera intervenendo anche sul tessuto sociale con film come 'Compagni'.

Insomma è riuscito sempre a stare al passo con il tempo". "Sono davvero scombussolato - ha sottolineato Giovanni Veronesi, regista, sceneggiatore e attore cinematografico, un po' erede di Monicelli in quanto a spirito toscano - l'avevo sentito poco tempo fa e pur sapendo che era all'ospedale, non lo sono mai andato a trovare. Peccato".

Altrettanto "basito" il produttore Aurelio De Laurentiis:"Io che lo conoscevo profondamente e sapevo della sua grande dignità e del suo desiderio di essere sempre indipendente e autonomo, posso capire questo gesto".

Stesso sgomento dal mondo politico: "E' una notizia terribile: Monicelli se ne va e ci lascia in modo così doloroso. Era - osserva Walter Veltroni - un uomo straordinario, coi suoi 95 anni portati con aspra ironia, con la voglia di dire ancora qualcosa, con la rabbia e l'autorevolezza di chi, senza volerlo perché questo era fuori dal suo carattere schivo e scontroso, era considerato da tutti il gran vecchio del cinema italiano".

"La notizia del suicidio di Mario Monicelli ci riempie di sgomento e di profondo dolore. Scompare un maestro del cinema italiano, un narratore aspro e vero della nostra Italia", ha commentato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali.

"Di Mario potrei dire mille cose, anche solo perché era di Viareggio come me, ci mancherà tanto", così Stefania Sandrelli commenta la tragica morte di Mario Monicelli con cui ha fatto tre film 'Brancaleone alle crociate'', "Speriamo che sia femmina" e "Il male oscuro". Raggiunta telefonicamente dall'ANSA mentre è in viaggio per raggiungere il set del suo ultimo lavoro con Ricki Tognazzi, 'Tutta colpa della musica'', la Sandrelli preferisce affidare il ricordo ad un piccolo scritto: "Oggi come nella commedia all'italiana, grande genere del cinema di Monicelli, per me prevale il dramma, anche se, conoscendo Mario, questo per lui è stato un estremo gesto di libertà di anticonformismo , di curiosità. Nelle sue certezze ferree c'era il dubbio, nel suo sorriso sempre più compassione. Mario è stato un po' come Capannelle della banda dei Soliti Ignoti, ha fatto il buco per stupirsi nel trovare al di là tutti i suoi amici".

"Provo un grande dolore. Non conosco i motivi che lo hanno portato a compiere questo gesto, ma con Mario Monicelli perdiamo non solo uno dei più grandi registi, ma anche un grande italiano che con la sua arte ha portato lustro al nostro Paese. Voglio esprimere ai familiari le più sentite condoglianze in questo momento di dolore. Addio Maestro". Lo afferma in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.

Racconta di un'ultima telefonata con Mario Monicelli, meno di una settimana fa, Mimmo Calopresti, che ha raggiunto a Roma la camera mortuaria in cui si trova la salma del regista che ieri si è levato la vita: "L'ho sentito meno di una settimana fa. Gli ho chiesto: 'Come Stai Mario?' e lui mi ha risposto: 'Come cazzo vuoi che sto, ho 95 anni, sono molto vecchio. Sto male perche' sono vecchiò". Calopresti ha detto di non essere sorpreso della decisione di Monicelli: "La sua scelta di andare via così va assolutamente rispettata, perché probabilmente è quello che voleva. Non siamo sorpresi, perché questa idea che era troppo vecchio, che non voleva essere aiutato da nessuno, che voleva essere indipendente, se l'é portata sempre nella sua vita. L'indipendenza era il centro della sua vita". A chi poi ha chiesto a Calopresti di ricordare il film più bello di Monicelli, lui ha risposto: "Sono così tanti i bei film, lui è la storia del cinema, non c'entra con un film, ma col cinema".

Anche per la sua vita Mario Monicelli "ha voluto inventarsi un finale". Ne è convinto Carlo Vanzina, che proprio con il regista de I soliti Ignoti cominciòtanti anni fa a fare cinema, "ha preferito uscire di scena così, in modo cinematografico", commenta parlando con l'ANSA. E invita a ricordarlo "senza tristezza, ridendo, come nel bellissimo finale di Amici Miei". Monicelli era certamente sconfortato per la salute e soprattutto per i problemi con la vista, fa notare Vanzina, "per una persona abituata a lavorare con gli occhi non vedere più deve essere terribile - dice- ad un agente aveva confessato 'che vita e' se non si può vedere". Però "non era depresso". Certo, aggiunge Vanzina, "quando ho saputo come era morto Mario ho pensato subito al padre, anche lui suicida, mi é sembrata una strana coincidenza. E' una cosa di cui lui non parlava con gli amici non parlava con nessuno ma evidentemente quella era una ferita non rimarginata". Poi Vanzina ricorda il finale di 'Amici miei' "un finale bellissimo, con quel funerale dove gli amici ridono. Ecco - conclude- forse la cosa migliore che potremo fare è ricordalo non con tristezza ma ridendo come avrebbe pensato lui con il suo spirito di apparente cinismo, forse con un'uscita di scena in questo modo non essere tristi ma pensare che forse è stato meglio così... sembra quasi veramente il finale di un suo film"

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