Gip, presunti sversamenti amianto in cantieri
14 luglio, 15:27MILANO - ''Gli scavi effettuati dalla Perego - la quale, si rammenti, ha lavorato in cantieri per la realizzazione di opere pubbliche di notevole importanza - sarebbero pieni di sostanze notoriamente inquinanti e pericolose, come l'amianto". E' quanto si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Milano Giuseppe Gennari e che ieri ha portato in carcere cinque persone tra cui Ivano Perego, presidente della Perego Strade, poi fallita e quindi i 'Perego general conctractor' e il boss Salvatore Strangio che aveva acquisito per conto "delle 'ndrine di Plati' e Natile di Careri la gestione e comunque il controllo delle attività economiche" prima di una poi dell'altra società, tra le maggiori attive in Lombardia, nel settore movimento terra. Della presunta esistenza di sostanze inquinanti e pericolose nei cantieri in cui ha lavorato la Perego, come si legge nell'ordinanza, ne parla in un interrogatorio un ex dipendente della società, sentito dagli inquirenti.
''Quello che posso dire - ha spiegato l'ex dipendente - è che in tutti i cantieri dove ha lavorato la Perego nel corso degli anni sono stati utilizzati per le opere di riempimento materiali fortemente inquinanti, come ethernit, amianto e in genere materiali provenienti da demolizioni indifferenziate, e quindi contenenti materiali di risulta di origine non controllata, quindi anche pericolosa, senza il dovuto smaltimento così come prevede la legge". L'ex dipendente fa anche un esempio: i lavori per il rifacimento del tratto ferroviario Airuno-Usmate. "Nello smantellare la vecchia ferrovia - ha spiegato - sono stati estratti le traversine dei binari che venivano accantonati perché dovevano essere frantumati, cosa che non è mai stata fatta, ma prelevati, portati in un altro luogo, sempre sul tratto della ferrovia, e sotterrati. E' ovvio - ha concluso - che questo materiale era fortemente inquinante, perché conteneva amianto che derivava dai freni del treno". Nell'ordinanza il giudice ha sottolineato che la Perego, all'epoca delle indagini era presente tra l'altro sui cantieri di Citylife, per la realizzazione di un nuovo centro industriale a Orsenigo, per il quartiere Mazzini, per l'area ex Ansaldo. Inoltre la società concorreva per gli appalti nella realizzazione del nuovo edificio da adibire a uffici giudiziari, davanti al palazzo di giustizia di Milano, del deposito automobilistico Atm e della polizia municipale di Milano.






