G8: economia globale resta fragile e vulnerabile
27 giugno, 09:17
La ripresa c'é, "prende piede" ma è "fragile". E l'economia mondiale resta "vulnerabile". Con una crisi che morde e che sta compromettendo anche il già difficile cammino per aiutare i più poveri. Il G8 canadese si chiude con poche parole sullo stato di salute dell'economia e, in attesa di passare il testimone al G20 - chiamato, tra mille divergenze, a dare una risposta per una crescita sostenibile e duratura - si limita a esortare i Grandi ad usare quei timidi segnali di crescita per società più eque e sostenibili. Sulle grandi scelte per fronteggiare la crisi - attesa dalla tre giorni dei summit canadesi - nulla di più. Solo un accenno al fatto che tra gli otto non c'é ancora accordo sulla tassa per le banche. In un G8 - offuscato sul piano economico dal G20 che sta per iniziare i suoi lavori a Toronto - gli Otto Grandi ribadiscono il no al protezionismo e spingono, invece, sui temi di politica internazionale. Nel tentativo, probabilmente, di trovare un nuovo 'ruolo' sulla scacchiera dei summit internazionali. "C'é "profonda preoccupazione per le gravi minacce alla pace e alla sicurezza globali", affermano gli Otto nella dichiarazione finale. E parlano di forti timori per il programma nucleare iraniano, invitando a rispettare le sanzioni dell'ultima risoluzione Onu, "deplorano" i nuovi attacchi marittimi della Corea del Nord. Entrano nel processo di pace, auspicando che dai proximity talks israelo-palestinesi si passi a negoziati diretti, sollecitano il superamento del blocco di Gaza (anche lamentando il blitz contro la flottiglia pacifista ma giudicando positivamente l'inchiesta aperta da Israele sulla vicenda). E ancora, invitano le forze afghane a fare "progressi nei prossimi cinque anni" per riprendere in mano il controllo del paese. Permettendo, quindi, alla missione internazionale di fare un passo indietro. Senza dimenticare la lotta all'estremismo per il quale, tra l'altro, il G8 "accoglie con favore e incoraggia le misure che il Pakistan sta attuando per snidare gli estremisti violenti, soprattutto nelle sue aree di confine con l'Afghanistan". E si ribadisce così la necessità di un più ampio "approccio regionale" al problema. Si affronta anche il terrorismo e la lotta al narcotraffico, esprimendo "timore per la minaccia rappresentata dai crescenti legami tra i terroristi, gli altri criminali e i ribelli, nonché dall'aumento dei collegamenti tra le organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti in America latina, nei Caraibi, in Africa occidentale e in Asia". Alla ricerca, forse, di una nuova 'vocazione', il presidente di turno canadese ha comunque ribadito il formato "essenziale" del vertice in cui, a differenza del G20, possono essere affrontati "tutti i temi". Posizione ribadita anche dalla Casa Bianca. Harper - ancora prima della fine del vertice - ha annunciato poi l'accordo sulla proposta canadese per il sostegno alla maternità. Un fondo per far fronte al dramma che ancora vede nel mondo 9 milioni di bambini non arrivare a compiere 5 anni e centinaia di migliaia di donne morire di parto: 5 miliardi di dollari le risorse degli 'Otto' cui si aggiungeranno anche 2,3 miliardi di altri contributori (tra cui la Fondazione Gates) per una pacchetto di sostegno in cinque anni che sarà in grado di attivare - è stato spiegato - 10 miliardi di aiuti. Aiuti che, più in generale, il G8 riconosce stanno segnando il passo. Anche per colpa della crisi. E sui quali bisogna ripartire , dicono i Grandi esortando ogni paese a fare la sua parte nel rispetto gli impegni del Millenium. La fame e "la "sicurezza alimentare resta una sfida pressante" del pianeta, ribadiscono gli Otto che esortano a proseguire anche sulla strada degli impegni per i vaccini, il fondo globale contro l'Aids e la lotta alla poliomelite, sottolinea il comunicato finale mentre dalle organizzazioni umanitarie e le Ong arrivano forti critiche. Come quelle dell'Oxfam che parla di fallimento del vertice sul fronte degli aiuti e di "foglia di fico" l'iniziativa per la maternità.







