Carlo Palermo, il problema e' comunque Gheddafi
Se c'entrasse stay behind comprensibili tanti 'misteri'
26 giugno, 15:21Carlo Palermo ha attraversato, come magistrato, molte inchieste che hanno contribuito a delimitare il 'segreto' della vicenda di Ustica, sia esso legato ad un missile o a una bomba. Fu lui a sequestrare importanti documenti come l'agenda del generale Santovito, colui che comandava nel 1980 il servizio segreto militare. Oggi, da avvocato, Palermo continua ad occuparsi di Ustica.
D: Perché Cossiga nel 2007 ha cominciato a parlare di un missile di un Paese alleato che ha abbattuto il Dc9?
R: Cosa possa essere cambiato di rilevante e determinate, dal 1980 ad oggi, per giustificare il mutamento delle dichiarazioni del presidente Cossiga, è, a questo punto delle nostre conoscenze, in fin dei conti ben individuabile e identificabile e si riassume in una sola parola: l'operazione Stay Behind, ormai da lungo tempo cessata, ma non per questo descritta nella sua esatta portata ed operatività. L'operazione militare del 1980 che portò all'abbattimento del Dc9 rientrò dunque, a mio parere, nel quadro operativo ed esecutivo della organizzazione Stay Behind. Occultamenti e nascondimenti italiani possono far ipotizzare giustificazioni anche negli altri e diversi legami e convergenze che unirono già allora (e sino ad oggi) altre componenti italiane, non solo militari, con Gheddafi.
D: Quindi come si deve analizzare questa vicenda?
R: E' indispensabile, per sbrogliare la matassa su questo episodio e rinvenire una chiave di lettura anche su tanti altri della nostra storia (a cominciare dalla appena successiva strage di Bologna), far calare il velo su quella segreta struttura militare, ormai, a mio parere, ingiustificatamente protetta. Molti dei personaggi a conoscenza dei fatti sono noti. Forse è ora che parlino senza più riserve.
D: Lei che idea si e' fatto avendo collegato mille tasselli non facilmente individuabili?
R: Ritengo che, in assenza di dati certi e riscontrabili sulla precisa causa giustificante la azione di forze alleate, rimanga comunque il dato di fatto che quella sera avvenne una vera e propria operazione militare nel Mediterraneo contro la Libia, primario paese 'canaglia' (contro Gheddafi personalmente o contro tentativi di forniture di armi alla Libia: va ricordato che in quel momento esistevano pesantissime posizioni anti Gheddafi non solo da parte degli occidentali, ma anche nel suo stesso paese e con l'Egitto). Tale operazione militare, per ragioni varie risulto' necessariamente organizzata in anticipo coinvolgendo anche forze navali italiane, evidentemente sulla base di notizie e informazioni di qualcosa di importante da sabotare che sarebbe dovuta avvenire quella sera. Accanto a queste attività anti-Gheddafi nei giorni antecedenti il fatto, in Italia esistevano componenti autorevoli che, per varie motivazioni (ritengo essenzialmente affaristiche), appoggiavano Gheddafi. Ci fu in quel momento la grave tensione per la questione degli esuli anti-Gheddafi, rifugiatisi in Italia.
D: Cosa accadde?
R: Poco prima dell' abbattimento dell'aereo Dc9 Itavia, Gheddafi mandò in Italia un proprio 'commando' per eliminare fisicamente i propri nemici. Alcuni componenti, di prestigio, 'incapparono' negli arresti delle nostre forze di polizia. A seguito, poi, di interventi espressi dalle massime autorità libiche -e di trattative avvenute in un caso (per Said Salem) addirittura a livello governativo-, ne conseguirono scarcerazioni, palesemente illegittime, degli interessati, ovvero di presunti assassini. Tra la fine maggio e l'inizio di giugno la situazione di tensione era ormai gravissima e il Governo italiano fu di ciò informato ai massimi livelli.
D: Il problema, quindi, è Gheddafi e una spaccatura che attraversò l'Italia ai massimi livelli rispetto ad una operazione 'particolare'?
R: All'epoca dei fatti di Ustica vi furono due posizioni nei confronti di Gheddafi, una esplicitamente contro la sua persona (delle forze dell'Alleanza Atlantica), una specifica di sua difesa (di talune forze nel nostro Paese). Rispetto a queste due forze è chiaro che l'intervento che porto' all'abbattimento occasionale del Dc9 dell'Itavia, fu (qualsivoglia fosse la specifica motivazione: contro Gheddafi e contro forniture a lui di armi e tecnologie nucleari) di iniziativa delle forze 'occidentali'; eventuali attivita' (interne all'Italia) di copertura di Gheddafi, si potrebbero ricondurre a quelle componenti (in primis: informative e militari) che in qualche modo curavano trattamenti di favore nei suoi confronti. Certamente le responsabilità primarie per il fatto di Ustica vanno fatte risalire alle prime; le responsabilità delle seconde, possono forse farsi risalire alle seconde.






