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Fini: condannati non candidabili per 5 anni

"Dopo regionali subito le riforme condivise"

22 febbraio, 21:24
Gianfranco Fini
Gianfranco Fini
Fini: condannati non candidabili per 5 anni

MARINA DI PIETRASANTA (LUCCA) - "Io spero che finita la tornata elettorale di marzo si parta immediatamente con un disegno di riforme partendo da ciò che ha una larga condivisione". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini oggi a Marina di Pietrasanta presentando il suo libro 'Il futuro della liberta'', al Caffé della Versiliana.

"Cominciamo a fare la riforma del Parlamento - ha aggiunto - che comporta anche la riduzione dei parlamentari".  ''Se domani il Parlamento approvasse, con il voto di tutti una leggina di poche righe in cui si afferma che chi e' stato condannato con sentenza definitiva per reati contro la pubblica amministrazione, non si puo' candidare per cinque anni, la pubblica opinione direbbe: meno male. Ovvero reagirebbe positivamente. Le istituzioni poi guadagnerebbero un tassello di fiducia in piu' ''. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini rispondendo ad una domanda sulle misure che la politica dovrebbe prendere contro la corruzione nel corso della presentazione del suo libro 'Il futuro della liberta' ', al caffe' della Versiliana. ''Questa leggina non risolverebbe del tutto la questione - ha aggiunto Fini - perche' il problema e' come si arriva a gestire la cosa pubblica. Questa e' una grande questione. La questione non la risolveremo del tutto ma qualche antidoto si puo' dare. Ce ne sono tanti di antidoti: uno e' la certezza dei tempi in cui si viene giudicati''.

"Anch'io sono convinto che non ci sia una nuova tangentopoli, ma c'é un fenomeno di malcostume diffuso e casi di chi se ne approfitta". lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini al Caffé della Versiliana. "Non è sufficienti essere arrestati - ha aggiunto Fini - per essere automaticamente dei delinquenti".

ALFANO: NO LEGGE INCANDIDABILITA', SCELTA PARTITI - Tocca ai partiti compiere un "severo vaglio" dei candidati, evitando di mettere in lista coloro che hanno "curricula non brillanti"; diversamente, qualsiasi legge sull'incandidabilità rischia di essere inutile o, peggio, di affidare alla magistratura una indebita supplenza. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ribadisce che il ddl anticorruzione, "arricchito delle proposte dei ministri Calderoli e Brunetta", tornerà presto all'esame del Consiglio dei ministri, forse già in settimana.

Ma sulla questione 'liste pulite' precisa: "Non credo che le leggi che determinano le incandidabilità siano strumenti efficacissimi. Men che meno - aggiunge all'ANSA a margine della sua visita al Cairo preparatoria del vertice dell'Unione per il mediterraneo che si terrà in Italia in maggio - filtri politici che fingono di trincerarsi dietro scelte legislative: le nostre carceri sono piene di presunti innocenti e la nostra storia recente ci consegna tanti esempi di uomini accusati, poi assolti e nel frattempo politicamente finiti". Piuttosto - sostiene - è necessario un "severo vaglio all'interno dei partiti, ai quali senza dubbio può sempre sfuggire qualcosa ma, ed è bene riconoscerlo, soprattutto nelle loro organizzazioni comunali e provinciali i partiti sono piccole comunità, dove tutti sanno tutto di tutti e dove se c'é la volontà politica il filtro può essere ben più efficace di quello postumo che la magistratura talvolta è chiamata a fare".

LA REPLICA DI BERSANI: ALFANO FA SORRIDERE - Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani esprime dei dubbi che il centrodestra varera' delle norme anticorruzione, visto l'atteggiamento tenuto fin'ora. Prima di un'iniziativa elettorale con i candidati alle regionali del prossimo marzo, Bersani ha risposto ai giornalisti che gli hanno domandato un commento sulle odierne affermazioni del ministro Alfano: ''mi viene da sorridere - ha detto Bersani a proposito delle rassicurazioni del guardasigilli - perche' sono mesi che assistiamo da parte del centrodestra ad un abbassamento dell'asticella della legalita'; ora improvvisamente si sono convertiti e io ho qualche dubbio, anche se gradirei essere smentito''. Bersani, più che le indagini della magistratura, ha sottolineato i compiti della politica: "abbiamo fatto un passo in avanti - ha affermato - riuscendo a modificare il decreto, ripristinando procedure e regole. Tutto quello che c'é di trasparenza e di rispetto delle regole - ha aggiunto - è tutta salute per il sistema. Continuare a picconare le regole è una malattia: riforme sì, picconare no". I cronisti hanno domandato a Bersani se l'inchiesta possa generare un clima di sfiducia verso la politica: "penso che i magistrati - ha replicato - faranno rapidamente il loro lavoro, cosicché poco a poco torni un clima di serenità. C'é sempre il rischio - ha concluso - che nell'opinione pubblica passi l'idea che non c'é nulla di pulito, e questo non va bene"

BONAIUTI: LE LISTE SARANNO PULITE - ''Lo ha detto Berlusconi. Saranno liste pulite. Soprattutto dobbiamo stare attenti al fatto che si vuole diffondere l'idea di una Tangentopoli che non e' Tangentopoli perche' oggi c'e' il finanziamento pubblico dei partiti. Ci sono casi isolati di persone che si comportano in maniera indegna nei confronti degli elettori che li hanno votati''. E' quanto ha detto Paolo Bonaiuti intervenendo a 'Un caffe' con', trasmissione di Sky tg24 ''Le liste del Pdl? Si decidera' caso per caso - aggiunge - perche' saranno chiuse entro questa settimana. L'opposizione? Dice tante cose poi pero' non fa mai nulla di concreto''. ''Berlusconi si e' lamentato perche' si sono fatte troppe chiacchiere, si e' parlato troppo. Per questo ha invitato a fare stop in vista delle prossime elezioni regionali che devono vederci uniti. Dobbiamo impedire che il risultato venga diminuito da queste polemiche. In realta' questi movimenti interni si riducono a ben poca cosa anche se la stampa li ingigantisce''.

CASINI: INFILTRATI IN PARTITI COME MERCANTI TEMPIO - ''Ci devono essere provvedimenti seri contro la corruzione: troppa gente ruba, troppi ladri lo fanno in nome e per conto della politica. Bisogna tagliare le unghie ai mercanti nel tempio e farlo con provvedimenti seri'': lo dice, da Perugia, il leader Udc, Pier Ferdinando Casini. ''Le intercettazioni telefoniche - ha ribadito Casini oggi pomeriggio, nella conferenza stampa con Paola Binetti - non devono finire sui giornali ma devono servire ai magistrati per arrestare i delinquenti, che ce ne sono tanti e fanno molto male alla politica''. Per Casini, ''i partiti devono selezionare la classe dirigente, ma lo Stato deve aiutare con delle regole i partiti a non fare sbagli, perche' tanti s'infiltrano nei partiti come i mercanti andavano nel tempio''.

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