Le reazioni. Petrucci, grande ct ma anche un amico
07 febbraio, 17:34ROMA - La notizia della morte di Franco Ballerini ha raggiunto il presidente del Coni, Gianni Petrucci, mentre era in partenza per Vancouver, in vista delle Olimpiadi invernali. "Sono sgomento - ha detto Petrucci - Franco era una persona straordinaria sotto tutti gli aspetti: non era solo un grande ct, era anche un grande amico. E questo non sempre succede tra dirigenti e tecnici. Non solo il mondo del ciclismo, ma tutto lo sport piange ora una grande persona. Di lui ho tanti ricordi, ma un'immagine adesso mi torna incessantemente agli occhi: io che alle Olimpiadi di Atene vengo lanciato in aria da Ballerini dopo la vittoria di Bettini, nel primo giorno di gara dei Giochi". "Era una grande e bella persona - ha aggiunto il segretario generale del Coni, Raffaele Pagnozzi - con una capacità tecnica straordinaria. Il giorno prima delle gare era capace di prevedere l'andamento della corsa con un'abilità incredibile. Con lui il ciclismo italiano ha ottenuto una serie inavvicinabile di vittorie, nonostante questo è rimasto sempre umile. Purtroppo, dopo Castagnetti, è un altro grandissimo tecnico che lo sport italiano perde".
BETTINI, HO PERSO UN FRATELLO - "Ho perso un grande amico, anzi un fratello". Così Paolo Bettini, campione olimpico ad Atene e due volte campione del mondo, proprio sotto la guida di Ballerini, ha parlato della morte del ct. "Ballerini ha rischiato la vita mille volte in corsa. Correva la Roubaix senza casco, si buttava in discesa sulle strade delle Dolomiti e non ha mai avuto problemi. Il destino lo ha preso ora in un momento di divertimento in cui coltivava la sua passione per i motori. E' stato lui ad avvicinarmi al mondo dei rally (i due hanno disputato sei gare insieme ndr). Se c'era una cosa a cui Franco teneva era la sicurezza. Mai un azzardo". Bettini, appresa la notizia della morte del ct ha raggiunto l'ospedale di Pistoia dove si trova la salma di Ballerini.
MOSER 'CT VINCENTE,COLPO DURO PER TUTTI' - "E' un colpo duro per tutto il movimento. Ballerini era un ct vincente e un uomo che sapeva gestire i corridori, lascia un vuoto incolmabile". Francesco Moser rimane attonito di fronte alla notizia della tragica scomparsa di Franco ballerini che ha appena saputo nel tamtam che si è immediatamente sparso nel mondo del ciclismo - sono quelle cose che ti arrivano come un fulmine a ciel sereno. E pensare che appena 10 giorni fa mi ero incontrato con lui e Bettini a Modena e mi avevano parlato proprio di questo rally, era molto preso da questo evento". Moser ricorda il Ballerini ciclista: "La sua corsa era proprio la Parigi-Roubaix che aveva concluso 13 volte e che aveva vinto in due occasioni. Era proprio sul pavé che riusciva a dare il massimo. Ma secondo me il suo ruolo giusto era quello che occupava da tanti anni. Come commissario tecnico riusciva a trarre il massimo da tutti i corridori, sapeva osservare, scegliere, preparare le gare e soprattutto il mondiale e in quattro occasioni i suoi azzurri si sono imposti per la gioia di noi tutti. Ora questo schianto, questa fine tragica, questo maledetto appuntamento col destino".
SARONNI, 'IO RIFIUTAI E LUI DIVENNE CT' - "Un ricordo? Ce ne sono mille dopo una vita trascorsa insieme tra gioie e dolori, fino a questa fine assurda, questo tragico schianto nel rally". Beppe Saronni, grande campione delle due ruote, non riesce a trattenere la commozione per l'improvvisa scomparsa di Ballerini. "Abbiamo corso tanto insieme, io ero a fine carriera e lui era all'apice, ed ero una specie di fratello maggiore. Poi quando sono diventato dirigente l'ho avuto alle mie dipendenze. Ma il nostro rapporto andava oltre, ci sentivamo praticamente quasi tutti i giorni. In questo momento mi sento soprattutto di stare vicino ala moglie, ai figli, alla sua splendida famiglia". Ma c'é anche un risvolto professionale che lega Saronni a Ballerini: "Per una di quelle strane circostanze che ci regala la vita sono stato proprio io a favorire la sua ascesa a ct azzurro. Quel ruolo infatti l'avevano offerto a me ma avevo già preso degli impegni e quindi feci io il suo nome, mi sembrava la persona adatta. Non mi sbagliavo: lui era un grande ct, un professionista esemplare, aveva carisma e sapeva gestire le varie individualità cementandole in un gruppo. E i risultati parlano più di qualsiasi chiacchiera". Poi c'é il Ballerini privato, quello che Saronni porta gelosamente custodito nel suo cuore: "La settimana scorsa ci eravamo trovati insieme ad Arezzo per una battuta di caccia, c'era Chioccioli ed altri amici e colleghi. Per due ore a tavola abbiamo riso, scherzato, ricordato mille aneddoti della nostra carriera e della nostra vita. Ecco, lo voglio ricordare così: sorridente, disponibile, un caro amico".
NENCINI: 'MORTO AMICO, LUTTO SENZA FINE' - "Un lutto senza fine nel cuore di tutti noi. Il mondo del ciclismo, dei suoi atleti, dei suoi dirigenti, dei suoi tifosi, piange Franco Ballerini e lo ricorda con tanto inestinguibile affetto". E' la prima commossa reazione di Riccardo Nencini, presidente del Comitato regionale toscano della Federazione ciclistica italiana ma anche presidente del Consiglio regionale della Toscana, informato stamani a Prato mentre, insieme ad Alfredo Martini ed altri dirigenti della Federazione ciclistica, festeggiava i 90 anni di Giovanni Corrieri, gregario di Bartali e Coppi. "E' morto non solo un amico, un atleta, un uomo che ha onorato lo sport con passione e serietà, ma anche un esempio per tutti. Pochi sanno, per sottolineare un aspetto poco conosciuto - ha aggiunto Nencini durante una pausa di raccoglimento - della sua attività di volontariato, ed è uno dei motivi per cui lo volevamo sempre vicino anche in momenti 'istituzionali' come nelle cerimonie di premiazione o di riconoscimento non solo di giovani atleti ma anche in incontri in cui si doveva sottolineare spirito di fraternità, solidarietà, pace. Ora lo piangiamo con tanta tristezza nel cuore e ci sentiamo vicini alla sua famiglia e a tutti quelli che con lui hanno condiviso il suo amore per lo sport e per una vita ricca di valori".
MARTINI, PER ME ERA COME UN FIGLIO - "Era come un figlio per me, come un parente stretto per la mia famiglia". Con queste parole Alfredo Martini 'storico' commissario tecnico della nazionale di ciclismo ricorda Franco Ballerini. Martini è stato fra i primi ad accorrere all'ospedale del Ceppo di Pistoia dov'é composta la salma. "Dovevamo recarci a Prato per festeggiare il novantesimo compleanno di Giovanni Corrieri, mitico gregario di Bartali, ma siamo stati costretti a rinunciare per essere qui, vicini a Franco" racconta Martini. "Ballerini - prosegue Martini - non mancava di passare da casa mia due o tre volte alla settimana: un caffé, un saluto, due chiacchiere. Per le nostre 'bambine' (le nipoti di casa Martini ndr) era diventato uno di famiglia". Martini ricorda un retroscena dell'approdo di Ballerini alla guida della nazionale, dove arrivò dopo il triennio con Antonio Fusi sull'ammiraglia azzurra. "Quando il presidente federale Giancarlo Ceruti mi chiese un consiglio su chi scegliere per la successione di Fusi, gli risposi: non darò una rosa, ma un nome solo.Ballerini".
CIPOLLINI,AMICO CHE MI REGALO' MONDIALE - "Sono totalmente incapace di realizzare che Franco è morto. Sto provando una rimozione inconscia della realtà, come se qualche salva-vita potesse riportarlo in vita. Mi vengono in mente i tanti momenti di gioia che abbiamo vissuto insieme e in particolare quel giorno a Zolder, nel 2002, quando con la sua regia costruì per me la tattica e la squadra per regalarmi il titolo mondiale". Così, un commosso Mario Cippolini ricorda l'amico Franco Ballerini. "Ogni atleta di alto livello come Franco cerca sempre nuovi stimoli, anche dopo l'attività agonistica, ha bisogno di sentirsi sempre competitivo, così mi spiegava la sua passione per i rally. Aveva ancora adrenalina - dice Cipollini - e lui la esprimeva, al di là dell' impegno come ct della nazionale, nelle corse automobilistiche".
L'AMICO LIPPI, HO SAPUTO E SONO CROLLATO - "Franco e io eravamo amici: quando stamattina ho saputo della sua tragedia sono crollato". E' un Marcello Lippi scosso quello che commenta la morte di Franco Ballerini, un altro ct azzurro vincente come lui ma soprattutto un compagno di chiacchierate sportive e non. "E' una tragedia enorme - dice il commissario tecnico della nazionale di calcio - ci eravamo sentiti la settimana scorsa".






