Rione Sanita', una strada per uscire dal ghetto
La scommessa dell'Arcidiocesi con 'San Gennaro extra moenia'
22 gennaio, 16:18
NAPOLI - Pur essendo al centro della citta’ di Napoli, il Rione Sanità, vive una condizione di marginalità e di esclusione derivata dalla chiusura dalle vie di interconnessione con il resto della città. Una condizione di isolamento che ha determinato nel tempo ricadute di forte degrado culturale, sociale ed economico, producendo ‘l’effetto ghetto’, con una economia basata su piccoli esercizi commerciali, rivolti esclusivamente alla popolazione residente nel quartiere. L’analisi emerge dal studio sul contesto urbano realizzato per il progetto per la valorizzazione del rione “San Gennaro extra moenia, una porta dal passato al futuro” che vede partner l’Arcidiocesi di Napoli, la pontificia commissione di archeologia sacra, l’associazione Altra Napoli Onlus e la cooperativa sociale La Paranza. Il progetto ha ricevuto, per adesso, un contributo di 368 mila euro dalla Fondazione per il Sud, mentre la Regione Campania, attraverso uno specifico protocollo d’intesa, ha previsto l’inserimento del progetto nel sistema di finanziamento europeo definito “Grande attrattore Napoli” nel periodo di programmazione 2007-2013.
IL PROGETTO Il progetto “San Gennaro extra moenia” vuole creare un circuito che consentirà di dotare il Rione Sanità di una nuova via di accesso al quartiere. Questa nuova via di comunicazione favorirà l’accesso ed il transito di pellegrini e turisti, anche grazie all’importante snodo viario (tangenziale, autostrade) con le altre zone produttive della città e della provincia. Il Rione Sanità, densamente abitato, appare come un quartiere degradato e privo di infrastrutture – continua l’analisi -. Molti dei suoi abitanti vivono in precarie condizioni economiche e sociali. L’intero “Rione” è al suo interno suddiviso in “micro” quartieri non comunicanti tra loro e dai quali le persone difficilmente escono precludendosi, spesso, anche la possibilità di usufruire delle opportunità sociali, culturali e lavorative offerte da altri contesti limitrofi. Problemi quali tossicodipendenza, detenzione e indebitamento sono diffusi nella popolazione e la maggior parte delle donne è costretta a lavorare in condizioni di scarsa (o inesistente) tutela per poter trovare sostentamento per la famiglia.
ELEVATA DISOCCUPAZIONE In questa area il tasso di disoccupazione è molto elevato (42,7%) e se consideriamo il peso dell’intera popolazione non attiva più la quota di popolazione che si offre al mercato del lavoro ma non riesce ad inserirsi, emerge che vi è un rapporto di tre occupati ogni dieci cittadini. Un ulteriore aspetto da sottolineare riguarda la presenza alla Sanita’ di centinaia di laboratori irregolari di piccole dimensioni nei quali si lavora il tessile, il pellame, il calzaturiero e tanti altri prodotti di tradizionale o aggiornata specializzazione. Ciò da un lato rappresenta un punto di forza nella formazione dei redditi familiari (quando esso rappresenta l’esclusiva opportunità di lavoro), dall’altro è anche punto di debolezza nello scenario dei cicli produttivi della globalizzazione, soprattutto perché frena ogni processo di innovazione e rafforzamento tecnologico. Infine, ha pesanti riflessi negativi sul tessuto culturale degli strati sociali coinvolti, i quali interiorizzano la “legittimità” di uno stile di vita “irregolare”.
SPACCIO, CONTRABBANDO, USURA Tra le difficoltà occupazionali facile spazio hanno trovato attività illegali quali spaccio, contrabbando e usura. La scarsa mobilità delle persone sia all’interno dello stesso quartiere che all’interno della città ha ricadute sui bambini e sui giovani che oltre a vivere di riflesso le difficoltà legate alla precaria situazione delle famiglie di origine mostrano: difficoltà di inserimento scolastico conseguendo spesso risultati notevolmente inferiori alla sufficienza, tendono a non terminare il percorso scolastico obbligatorio, scarsa capacità di progettare il loro futuro sia lavorativo che affettivo e mancanza di interessi culturali per trasformare il tempo libero in un’opportunità di crescita e riflessione passando, invece, intere giornate in strada in balia di se stessi.







