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Due morti choc, ma la Sanita' reagisce

Da quella del consuocero di Dario Fo al video del killer ai Vergini

23 gennaio, 18:46
Rione Sanita'
Rione Sanita'
Due morti choc, ma la Sanita' reagisce

NAPOLI - Il tentativo di far rinascere e far uscire dal degrado il rione Sanita’ ha un punto di partenza preciso: la morte in seguito a una rapina di Emilio Albanese, 69 anni, consuocero del premio Nobel Dario Fo. Era il 3 maggio 2005. Dopo quella morte violenta, il figlio Ernesto Albanese, oggi dirigente di Sai-Fondiaria, ha provato a fare qualcosa, chiamando a raccolta altri napoletani che, come lui, vivono altrove e che ogni giorno si fanno apprezzare per le proprie qualità e l’impegno. Con un gruppo di amici, Ernesto Albanese ha costituito’Associazione L’Altra Napoli Onlus, che ha oggi circa 500 soci, di cui e’ presidente.

Tanti progetti in cantiere, il sostegno della Fondazione Clinton, poi un colpo durissimo. Il 29 ottobre 2008, la questura di Napoli diffonde un video nel quale viene ripreso un killer della camorra in azione davanti a un bar di via dei Vergini nel rione Sanita’. I fatti risalgono al maggio 2008. Il killer spara a volto scoperto e, sembra, tra l’indifferenza dei passanti. Contro tutti quelli che nel rione parlarono di ‘un fatto normale’ e’ stato ancora Ernesto Albanese a reagire: ''Non e' indifferenza ne' un fatto normale – spiego’ – quello di cui hanno bisogno e' di sentirsi motivati''. Il contesto ''influisce sulle persone'' ecco perche' diventa necessaria ''la riqualificazione di un quartiere che e' centrale, ma ha tutte le caratteristiche della periferia''.

La morte di Emilio Albanese Un delitto avvenuto lungo una strada trafficata alle 10.30 di mattina nell'androne del civico 89 di via Santa Maria di Costantinopoli, nel centro di storico di Napoli. Ai due lati di questa ampia arteria che conduce al museo archeologico nazionale tanti negozi, librerie, chiese, bar, pizzerie, e procedendo verso il museo, l'accademia di belle arti e l'edificio che ospita la seconda universita'. L’ingegnere Albanese aveva da poco ritirato dalla Bnl di via Toledo 3.300 euro in contanti. Secondo gli investigatori, era stato vittima di una rapina con la tecnica del cosiddetto ''filo di banca'': un complice all'interno della banca assiste all'operazione di prelievo e segnala l'''obiettivo'' ai rapinatori che attendono fuori lasciandogli cadere sulla giacca un filo di cotone colorato. I rapinatori all'esterno si mettono cosi' a pedinare la vittima, entrando in azione al momento che ritengono opportuno. Per quella rapina non sono mai stati trovati i responsabili. L’accusa, contro ignoti, e’ di omicidio preterintenzionale.

Il video choc Il presunto killer ripreso dal cosiddetto ‘video choc’ e’ stato arrestato a meta’ novembre 2009. Si chiama Costanzo Apice, ha 28 anni, ed e’ stato bloccato in un'abitazione di Castel Volturno (Caserta). Apice, con qualche guaio alle spalle con la giustizia, si dichiara innocente. Ed anche i suoi familiari lo difendono senza alcuna esitazione.

Dopo il suo arresto la procura della Repubblica di Napoli ha ribadito che e' stato possibile arrivare all'identificazione del presunto assassino ''anche in virtu' della diffusione del filmato che riproduceva la consumazione del crimine''. A cadere davanti al bar dei Vergini era stato Mariano Bacioterracino, un rapinatore di banche. Il primo dicembre 2009, e’ stato effettuato un sopralluogo nel rione Sanita’ con lo stesso Apice e i suoi legali. Il pm della Dda Sergio Amato con i funzionari della scientifica della polizia ha ricostruito le fasi del delitto. Via Vergini e’ stata transennata per un tratto di circa 100 metri e con l'aiuto di un forte dispiegamento di polizia e carabinieri. Un elicottero della polizia ha sorvolato la zona a bassa quota.

Ad Apice e’ stato fatto indossare un cappellino del tipo di quello indossato dal killer rappresentato nel video choc. Poi sono cominciati i rilievi degli agenti della scientifica che hanno tracciato le sagome dei piedi del presunto killer ed hanno disegnato a terra la sagoma di Bacioterracino. Tra la gente del rione Sanita' non ci sono stati ne' segni di ostilita', ne' nessun segnale di solidarieta' con il presunto killer ma solo curiosita' e qualche protesta per il blocco del rione dove per circa tre ore non si e' potuto neanche accedere a numerosi esercizi commerciali.

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