'Non sono Madre Teresa o Mandela'
Per americani non merita il Nobel. Critiche ong, troppo buono con Cina
10 dicembre, 08:42di Emanuele Riccardi
NEW YORK - E' consapevole di non essere né Nelson Mandela né Madre Teresa, ma per due americani su tre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama non merita il Nobel della pace che gli verrà consegnato domani al municipio di Oslo, in Norvegia. Confermando che Obama affronterà nel suo intervento ad Oslo la questione dell' Afghanistan, il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che "il presidente è consapevole di non far parte della stessa categoria di Mandela e Madre Teresa, ma penso che il presidente sia fiero dei passi decisi da questa Amministrazione per riaprire il dialogo con il Mondo". Alle rivelazioni del sondaggio dell'università Quinnipiac del Connecticut fanno eco due tra le principali organizzazione di difesa dei diritti umani, Human Rights Watch (Hrw) e Amnesty International secondo le quali, visto il suo atteggiamento troppo realista nei confronti della Cina, Obama non può essere promosso a pieni voti sui diritti umani.
A giudicare che Obama non merita il Nobel, essendo tra l'altro troppo presto per stabilirlo, è il 66% degli americani, mentre il 26% condivide la decisione dei saggi norvegesi presieduti da Thorbjorn Jagland. Per circa il 41% degli intervistati la scelta di Obama, alla Casa Bianca da meno di un anno, sminuisce addirittura la portata del prestigioso premio istituito dall'industriale svedese Alfred Nobel. Se il Nobel della Pace lascia perplessi molti americani, le decisioni da presidente di guerra piacciono, e su questo fronte Obama conquista ben nove punti in meno di un mese. Il 57% degli intervistati (contro il 35%) approva per esempio il conflitto in Afghanistan, il cui obiettivo è di distruggere i terroristi di al Qaida, quelli dell'11 Settembre. E la decisione appena presa di inviare 30 mila militari supplementari viene approvata dal 58% degli americani.
Le perplessità sul presidente di pace sono condivise sia da Hrw sia da Amnesty. Obama non ripercorre, è vero, la criticata via della guerra al terrorismo del suo predecessore George W. Bush, con i detenuti del carcere cubano di Guantanamo in un limbo giuridico o gli abusi di quello di Abu Ghraib, a Baghdad. Ma sulla difesa dei diritti umani, viste le scelte obamiane di realpolitik per rilanciare la diplomazia a stelle e strisce, l'inquilino della Casa Bianca non sempre ha convinto, secondo le due organizzazioni umanitarie. Ci sono stati progressi, è vero, sul fronte dell'Iran e della Corea del Nord, i due paesi dell'asse del male bushiano, ma non su quello cinese. Obama ha finora evitato di affrontare la questione dei diritti umani in Cina (e dovrebbe a questo punto farlo ad Oslo), e ha ritardato un suo incontro con il Dalai Lama a pochi giorni da un suo viaggio a Pechino per non irritare le autorità cinesi. Secondo anticipazioni fornite dalla Casa Bianca al Wall Street Journal, Obama sta scrivendo il discorso da solo e oltre a parlare di Afghanistan, chiederà che si prosegua lungo la via del disarmo nucleare e di una politica estera morale.






