La parabola discendente del presidente del Potenza
23 novembre, 09:52POTENZA - L'arresto di Giuseppe Postiglione - presidente del Potenza (Prima divisione, girone B) - eseguito stamani, all'alba, dai Carabinieri, ha interrotto una parabola che per l'imprenditore e dirigente sportivo era cominciata il 16 giugno 2006, quando Postiglione divenne nuovo proprietario della società all'eta di 24 anni, diventando il "patron" più giovane del calcio italiano. Postiglione - proprietario di un gruppo editoriale che controlla diverse emittenti radiofoniche e televisive locali - conquistò la guida del Potenza quando la squadra partecipava al campionato di Serie C2, girone C. Un anno dopo, Postiglione celebrò il suo successo maggiore: la conquista della C1, campionato a cui il Potenza aveva partecipato 15 anni prima, nella stagione 1991-1992, senza più riuscire ad esservi promosso. Nella finalissima play-off, il Potenza superò il Benevento (1-0 all'andata e 1-1 al ritorno). Postiglione, il tecnico Pasquale Arleo e i giocatori furono accolti trionfalmente al ritorno a Potenza.
A Postiglione si deve anche il primo vero "terzo tempo" del calcio italiano: il 12 dicembre 2007, dopo Potenza-Sambenedettese. Poi, qualcosa nel rapporto fra Postiglione e la tifoseria ha cominciato a non funzionare più bene. Ieri - durante Potenza-Rimini (2-1) - Postiglione è stato contestato dagli ultras e applaudito dal resto dello stadio. Sabato, il presidente aveva risposto duramente "a chi sostiene 'Postiglione vattene': Pensate prima voi dove dovete andare e poi si pensa dove devo andare io!": Così ha scritto il patron della società in una nota, con una frase che, letta oggi, con lui in carcere, ha un sapore amarissimo.






