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Ora si apre la corsa per i commissari

Entro pochi giorni la composizione del nuovo esecutivo

19 novembre, 20:43

BRUXELLES  - E ora tocca alla Commissione europea. La soluzione del rebus legato all'assegnazione delle due nuove cariche istituite dal Trattato di Lisbona spiana la strada alla composizione del nuovo esecutivo comunitario che dovrebbe entrare in funzione tra fine gennaio-inizio febbraio 2010.

Un compito che dovrà essere svolto nel più breve tempo possibile, a partire da lunedì, dal presidente della Commissione José Manuel Barroso attraverso una ripartizione dei portafogli che riesca ad accontentare le aspirazione di tutti. Ma l'accordo raggiunto dai 27 rilancia anche il confronto sotterraneo per la corsa alle altre alte cariche europee in scadenza, in particolare quelle di presidente dell'Eurogruppo, funzione svolta dal premier lussemburghese Jean Claude Juncker, e di presidente della Banca centrale europea, incarico affidato a Jean Claude Trichet. Su questi fronti, dopo aver visto naufragare la candidatura di Massimo D'Alema per la poltrona di 'ministro degli Esteri' Ue, l'Italia punta a mettere in campo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per l'Eurogruppo e il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi per la Bce. I due incarichi dovranno essere rinnovati nel 2011 e la concorrenza è forte. Parigi, che ha evitato di partecipare alla corsa alle due nuove poltrone Ue sembra al momento fermamente intenzionata a piazzare l'attuale ministro delle Finanze, Chritine Lagard alla guida dell'organismo che raccoglie i suoi colleghi dei Paesi dell'eurozona.

E il governo di Angela Merkel, anch'esso rimasto fuori dalla spartizione delle due maxi poltrone, mira ad assicurarsi la presidenza della Bce con un candidato di ferro: l'attuale presidente della Bundesbank Alex Weber. Nei prossimi giorni però la partita si giocherà sulla ripartizione degli incarichi all'interno della Commissione europea. Gli inglesi dovranno accontentarsi di Catherine Ashton, poiché la carica di ministro degli Esteri è associata a quella di vicepresidente dell'esecutivo e i posti a disposizione sono uno per ciascun Paese. Tra gli altri 'grandi', la Francia, con Michel Barnier, dovrebbe ottenere il portafoglio del mercato unico, integrato dalle competenze per la regolamentazione dei mercati finanziari. La Germania, che ha designato il governatore del Banden-Wuerttemberg Guenther Oettinger, punta al nuovo portafoglio clima-energia e la Spagna, con Joaquin Almunia, dovrebbe tenere gli affari economici e monetari. L'Italia dovrebbe mantenere il portafoglio dei trasporti con l'aggiunta del settore aerospaziale. E confermare a questo punto Antonio Tajani nel suo incarico.

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