La delusione di D'Alema. Prodi, Ashton? Ma chi è?
Rabbia del Pd contro il Pse. Bersani, sono nomine di basso profilo
19 novembre, 22:32(di Cristina Ferrulli)
Ha aspettato in silenzio per tutta la giornata, limitandosi ai contatti con gli sostenitori della sua candidatura. Poi, alle 20, quando ha capito che il ruolo di Mr. Pesc non sarebbe stato suo, Massimo D'Alema ha giocato d'anticipo, senza aspettare l'esito della cena dei capi di Stato e di governo. "E' stato un onore essere candidato per un incarico così prestigioso, faccio i migliori auguri alle persone nominate", rende l'onore delle armi l'ex ministro degli Esteri. La delusione, se non la rabbia, emerge, invece, dai vertici del Pd con il segretario Pier Luigi Bersani che parla di "nomine di basso profilo" e Romano Prodi che, da Washington, esprime il suo stupore: "Ashton? Ma chi è, non la conosco". Alla possibilità di diventare il nuovo Alto Rappresentante per la politica estera in Europa, D'Alema aveva creduto fino all'ultimo anche se negli ultimi giorni cresceva la consapevolezza che i giocatori della partita, invece di diminuire, aumentavano. Ma dalla rete di contatti l'impressione era che si fosse fatto tutto lo sforzo diplomatico possibile. Stamattina il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lo aveva chiamato prima di volare a Bruxelles per assicurare che il governo italiano avrebbe fatto la sua parte per la nomina. Ma la doccia fredda arriva già dal vertice del Pse con l'indicazione della Baronessa Ashton, nonostante le garanzie arrivate sia dai vertici del partito sia da quelli dell'Alleanza dei socialisti e dei democratici, il gruppo al quale aderiscono gli europarlamentari italiani del Pd. "La decisione dei socialisti - attacca il vicepresidente del gruppo Gianluca Susta - lascia perplessi sia per il profilo della persona indicata sia perché altri erano gli impegni e le decisioni assunte dentro gli organi parlamentari dell'Asde". Per D'Alema, che prevedeva di conoscere l'esito in tarda serata, il verdetto è arrivato quando ancora era presso la sede della sua fondazione Italianieuropei. E quando è stato chiaro che i giochi ormai erano fatti, ha preferito non aspettare l'ufficializzazione. "Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate, è stato un onore essere candidato" sono le poche parole affidate ad un comunicato. La delusione, invece, traspare con più forza dal commento di Bersani per il quale "le ragioni di stato e le esigenze del governo britannico hanno prevalso sulle obiettive competenze". Diversa, e più velenosa, la lettura del vicepresidente della Camera Antonio Leone che vede nella bocciatura di D'Alema "un pesantissimo smacco per il Pd" mentre il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ricorda l'impegno del governo "nella tranquilla certezza che a parti rovesciate, probabilmente non ci sarebbe stata reciprocità", evidenziando che i problemi sono emersi nell'area socialista.






