Fedeli a rischio evitino la Mecca quest'anno
Raccomandazione del ministro della Salute saudita
14 novembre, 09:06ROMA - Le persone a rischio complicanze dall'influenza (anziani, bambini, individui con malattie croniche) dovrebbero astenersi per quest'anno dal pellegrinaggio alla Mecca per ridurre il rischio che questo evento religioso che riunirà oltre 2,5 milioni di persone da 160 paesi del mondo diventi un focolaio di infezione da influenza suina.
A rinnovare la raccomandazione, sulla rivista Lancet, è il Ministro della Salute dell'Arabia Saudita Ziad Memish che ricorda il piano strategico per contenere i contagi. Ma un editoriale di Lancet sottolinea che forse dire di non partire a persone che da anni aspettano questo momento, è controproducente, come pure forse lo sono le misure di sicurezza che propongono l'isolamento dei pellegrini con sospetti sintomi influenzali, perché potrebbero indurre i musulmani in viaggio verso La Mecca a nascondere i sintomi amplificando il rischio contagio. Fa paura alle autorità sanitarie quest'anno, con l'influenza suina divenuta pandemica, l'Hajj, il pellegrinaggio maggiore alla Mecca che ogni fedele musulmano deve compiere una volta nella vita e che inizierà il 25 novembre. Infatti la grande massa di fedeli che si dirigerà alla Mecca potrebbe scatenare, al ritorno nei paesi d'origine, ondate epidemiche di influenza A H1N1 con un'estensione diffusa che non risparmierebbe nessun paese.
Anche a seguito di un incontro tenutosi questa estate tra esperti dell'OMS e governo dell'Arabia Saudita, sono state decise alcune raccomandazioni e strategie preventive. La densità della folla può aumentare di sette individui al metro quadro durante l'Hajj. Sebbene il tasso di riproduzione del virus A H1N1 (il numero medio di casi che un singolo individuo infetto può causare in una popolazione non immunizzata) è stimato essere 1,2-1,7, può crescere in condizioni di forte esposizione e soprattutto tra individui più suscettibili in un contesto ad alta densità come quello dell'Hajj. Tra le strategie preventive previste dal Ministero ci sono i controlli agli aeroporti con richiesta di documentazione del vaccino, isolamento dei casi sospetti, distribuzione di kit anti-infezione come mascherine, campagne educative per ricordare ai pellegrini di lavarsi spesso le mani e di tossire e starnutire con le mani davanti la bocca.






