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Quelli che saltavano il muro invisibile, a Est

Il racconto di giovani "escursionisti" in un libro

08 novembre, 20:26

BERLINO - La tentazione di scavalcare il Muro era forte, ma non tutti i tedeschi dell'ex Repubblica democratica (Rdt) volevano fuggire all'ovest: alcuni, durante la Guerra Fredda, sono andati nella direzione opposta, cioé nell'allora Unione Sovietica, dove era altrettanto vietato viaggiare per i cittadini dell'ex Germania est. Un nuovo libro racconta di queste escursioni illegali, scrive lo Spiegel online, fatte soprattutto da giovani: non solo dovevano affrontare le insidie della natura ma, per raggiungere l'ex Urss, dovevano anche sfuggire ai controlli della Stasi e del Kgb.

Fino al 1989, infatti, per gli abitanti della Germania dell'est non solo l'ovest era off-limit ma anche l'Unione sovietica, dove si poteva andare solo con viaggi ufficiali organizzati. C'erano solo pochi paesi, come la Polonia e la Romania, in cui i cittadini della Rdt potevano viaggiare in modo indipendente. André Nickl era tra questo ristretto gruppo di amanti dell'avventura e nel 1982, all'età di 22 anni, andò nell'allora Unione sovietica per scalare il monte Elbrus, la vetta più alta della Catena del Caucaso e della Russia.

"Non avevo la minima idea di qualI sarebbero state le conseguenze se fossi stato preso", ha raccontato Nickl, che ancora oggi vive in un quartiere est di Berlino. "Penso che per molti di noi la motivazione principale fosse la volontà di uscire dall'isolamento", ha commentato. Non è stato altrettanto fortunato Hartmut Beil, che voleva scalare il picco Lenin (oggi picco Ibn Sina), una delle più alte vette del Pamir (7.134 metri), al confine tra il Kirghizistan e il Tagikistan, ma è stato arrestato due volte. Un altro gruppo di giovani 'escursionisti', ha raggiunto l'ex Unione sovietica via fiume, su un catamarano fatto in casa, mentre altri si sono spinti fino alla Kamchatka, una penisola nell'estremo oriente russo, e altri ancora anche fino all'Afghanistan. Nel 2006, ricorda lo Spiegel, la regista Cornelia Klauss ha utilizzato le immagini video di questi viaggi per realizzare il film-documentario 'Unerkannt Durch Freundesland' ('In incognito attraverso la terra amicà). Il libro, dallo stesso titolo, di Joerg Kuhbandner, uscirà in primavera.

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