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Gorbaciov, potevamo causare 3/a guerra mondiale

Ex leader sovietico, fiero mio ruolo anche se pagata cara

05 novembre, 16:13

MOSCA - Il Cremlino avrebbe potuto scatenare la Terza Guerra Mondiale nel 1989 se avesse impedito la riunificazione e utilizzato le sue truppe per sedare con la forza le manifestazioni che hanno preceduto il crollo del muro di Berlino. Lo ha detto l'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov precisando di "essere fiero del suo ruolo e delle decisioni prese" in merito alla caduta del muro. "Se l'Unione Sovietica lo avesse voluto non ci sarebbe stato nessun crollo del muro e nessuna riunificazione della Germania. E quel punto? Cosa sarebbe accaduto? Una catastrofe. Oppure la Terza Guerra Mondiale", ha detto Gorbaciov rispondendo alle domande di alcuni giornalisti a margine della presentazione dell'autobiografia del miliardario americano Ted Turner.

Ricordando il periodo che ha preceduto il 9 novembre del 1989, l'ex leader ha spiegato che "non era una questione di disonore ma del fatto che un Paese e un popolo al centro dell'Europa e del mondo erano divisi". "Sono molto fiero delle decisioni che abbiamo preso. Il muro di Berlino non è solo caduto. E' stato distrutto. Come è stata distrutta l'Unione Sovietica", ha aggiunto l'ex presidente che in patria è stato fortemente criticato per non essere riuscito ad impedire il disfacimento dell'Urss e la caduta dell'impero sovietico. Riferendosi proprio a quella critiche Gorbaciov ha detto: "La mia politica è stata trasparente e onesta, una politica volta ad applicare la democrazia e non a spargere sangue. Ma questo mi è costato molto caro, credetemi". E sul periodo successivo alla fine dell'Unione Sovietica, l'ex leader è tornato oggi criticando la posizione assunta dagli Stati Uniti. "L'America pensava di avere un monopolio assoluto, il suo 'complesso del vincitore' è costato molto caro: molte guerre potevano essere evitate in Europa - ha osservato Gorbaciov -. Ora l'America deve capire che il suo monopolio è finito, anche se essa resterà ancora a lungo paese leader. Questo è un dato di fatto, ci piaccia o no".

KOHL, GIORBACIOV EVITO' I CARRI ARMATI

"Fu Gorbaciov a evitare i carri armati". In un saggio scritto per Epoca, Helmut Kohl rende merito all'allora segretario del Pcus. Sullo speciale della storica testata Mondadori dedicato al Muro di Berlino in edicola domani, il cancelliere della riunificazione tedesca ripercorre le concitate ore del 9 novembre 1989. "Ricordo - scrive Kohl - ancora fin troppo bene quanto fosse preoccupato Gorbaciov alla caduta del Muro. Temeva che la situazione potesse sfuggire di mano e mi chiese se fosse vero che una folla indignata stava prendendo d'assalto le strutture dell'Armata rossa a Berlino scrive il leader cristiano-democratico. Solo in seguito venni a sapere che era stato deliberatamente disinformato con un obiettivo ben preciso: i sostenitori della linea dura all'interno della cerchia dei dirigenti della Ddr, insieme a figure chiave del Kgb a Mosca, volevano provocare un intervento militare delle truppe sovietiche di stanza nella Ddr". Il testo di Kohl è tratto dalla prefazione al libro Die Mauer, pubblicato in Germania dall'editore Fackeltraeger. "In quell'occasione assicurai a Gorbaciov che le sue paure erano infondate e che le manifestazioni si stavano svolgendo in modo pacifico. Si fidò della mia parola" - continua Kohl - "In seguito appresi che chiamò anche Willy Brandt, che gli disse le stesse cose. E così, diversamente dal giugno 1953 (data della rivolta degli operai, ndr), nel 1989 i carri armati sovietici rimasero nelle loro caserme.

 

 

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