Sanità, Obama chiede voto bipartisan
Riforma in dirittura d'arrivo, ma repubblicani si oppongono
10 ottobre, 21:41
WASHINGTON - "Siamo in dirittura d'arrivo". Il presidente statunitense Barack Obama ha dedicato oggi il suo primo discorso del sabato da Nobel per la Pace alla battaglia per la riforma sanitaria giunta alle battute decisive: martedì la Commissione Finanze del Senato voterà la sua versione dello storico disegno di legge mentre entro la fine di ottobre sarà la Camera a mettere ai voti il testo della riforma. Il presidente Obama ha oggi auspicato una approvazione bipartisan della riforma ("la legge contiene le migliori idee avanzate da repubblicani e democratici") ed ha citato una serie di esponenti repubblicani che hanno espresso il loro sostegno al progetto: dal governatore della California Arnold Schwarzenegger al sindaco di New York Michael Bloomberg (che in realtà è adesso indipendente), dagli ex leader repubblicani del Senato Bob Dole e Bll Frist (che è anche un medico) all'ex ministro della Sanità dell'era Bush, il dottor Louis Sullivan.
"Siamo giunti alla chiusura del dibattito - ha detto oggi Obama - Adesso dobbiamo cogliere al volo questa storica opportunità: è stata una strada lunga e dura per arrivare fin qui ma adesso possiamo risolvere un problema che da troppo tempo tormenta gli americani". Ma le probabilità che la proposta di riforma sanitaria possa essere votata anche dai repubblicani appare in realtà sempre più remota. Secondo gli esperti la riforma potrebbe essere approvata dalla Camera, dove i democratici possono contare su una ampia maggioranza, senza un solo voto repubblicano. E al Senato l'unica repubblicana ad avere espresso il suo sostegno è Olympia Snowe. I deputati repubblicani accusano i democratici di avere ignorato le loro proposte. Il testo che sarà votato tra qualche settimana alla Camera è stato elaborato quasi interamente dai democratici e la leader del partito Nancy Pelosi sta cercando si calibrare una legge che possa ricevere anche i voti dei democratici moderati particolarmente sensibili all'aspetto economico e fiscale della riforma. Inoltre, il sostegno espresso dagli esponenti repubblicani, citato oggi da Obama, si riferisce soprattutto al principio generale di una riforma sanitaria ma non ai dettagli dei testi di legge che restano ancora il nodo da sciogliere: Camera e Senato stanno esaminando due progetti che hanno molte differenze e il compito di armonizzare i due testi, prima del voto finale del Congresso, sarà particolarmente difficile. Il presidente Obama continua comunque a sperare di veder arrivare la storica riforma sanitaria sulla sua scrivania prima della fine dell'anno: sarebbe un successo notevole per l'inquilino della Casa Bianca.






