Nel sistema solare a caccia di acqua
Una corsa iniziata negli anni '70
09 ottobre, 08:13
ROMA - E' caccia all'acqua nel Sistema Solare. La corsa agli indizi che rivelano oceani nascosti, ghiacci o semplici molecole era cominciata all'inizio degli anni '70, ma non e' mai stata intensa come in questi ultimi mesi. Ora si attende l'esito di un altro capitolo, quando la sonda della Nasa Lcross porterà a termine la sua missione scagliando un "proiettile" sulla superficie lunare in cerca di acqua.
LE PRINCIPALI TAPPE DELLA CACCIA ALL'ACQUA FUORI DALLA TERRA
LA COMETA KOHOUTEK: è stata il primo corpo celeste nel quale é stata rilevata la presenza di tracce d'acqua. Le prime osservazioni risalgono al 1973, sono state condotte dall'Italia, dall'osservatorio di Asiago, e successivamente confermate dalla comunità scientifica internazionale. Che sulle comete ci fosse ghiaccio si sospettava, ma soltanto allora degli strumenti riuscirono a vederlo chiaramente.
LUNA: i primi a scoprire tracce d'acqua, sotto forma di molecole imprigionate nelle rocce, sono stati gli strumenti a bordo di tre sonde: l'indiana Chandrayaan-1, la sonda Cassini con il radar italo-americano Vims (Visual and infrared mapping spectrometer) e l'americana Deep Space. I loro dati, pubblicati nelle settimane scorse sulla rivista Science, hanno cancellato il luogo comune che vedeva la Luna come un luogo completamente secco. Domani la conferma ulteriore della presenza di acqua sulla Luna potrà venire dalla sonda della Nasa Lcross (Lunar CRater Observation and Sensing Satellite). Questa scaglierà sulla superficie lunare lo stadio superiore Centaur del razzo che il 18 giugno scorso l'ha portata in orbita e i suoi strumenti potranno rilevare la presenza di acqua nel pennacchio di polveri che il "proiettile" farà innalzare.
MARTE: le prime tracce della presenza di ghiaccio d'acqua sul pianeta rosso sono state rilevate da due radar, entrambi progettati dall'università di Roma La Sapienza e dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa: il Marsis (sulla sonda europea Mars Express) e Sharad (sul Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa). La sonda-laboratorio della Nasa Phoenix ha inoltre dimostrato che il Polo Nord di Marte avrebbe avuto in passato tutti i requisiti per essere stato "abitabile" perché sali e minerali presenti nel terreno conservano tracce d'acqua e ancora oggi nel sottosuolo è imprigionato uno strato di ghiaccio.
ENCELADO: nubi di vapore sulla piccola luna di Saturno sono state osservate nel 2006 dalla sonda Cassini. Il fenomeno era evidente nel Polo Sud, mentre la superficie della luna era resa brillante dalla presenza di ghiaccio.
EUROPA: c'é acqua anche sotto la superficie della più luminosa delle 17 Lune di Giove. E' stata scoperta nel 2000 dalle misure del campo magnetico fatte dalla sonda Galileo e i dati sembrano indicare che sotto la superficie ghiacciata di questa luna c'é molto probabilmente un oceano liquido e salato.
AMALTEA: la sonda americana Galileo ha scoperto nel 2002 che la terza luna interna di Giove è formata da rocce ghiacciate meno dense dell'acqua.





