Nobel per la Fisica ai "maestri della luce"
Il Premio assegnato a Charles K. Kao, Willard S. Boyle e George E. Smith
06 ottobre, 18:13
ROMA - E' la comunicazione basata sulla luce quella premiata con il Nobel per la Fisica. Il riconoscimento a quelli che sono riconosciuti come "i maestri della luce" è infatti andato ai padri della comunicazione in rete. Il premio è diviso per metà fra le ricerche sulla trasmissione basata sulle fibre ottiche, il cui uso è stato aperto da Charles K. Kao mentre lavorava nei britannici Standard Telecommunication Laboratories, e la realizzazione dei dispositivi Ccd che sono il cuore delle macchine fotografiche digitali (comprese quelle che fotografano l'universo installate sui telescopi spaziali), messi a punto nel 1969 da Willard S. Boyle e George E. Smith, degli americani Bell Laboratories.
PREMIO A RICERCA APPLICATA: come accade ormai da tempo, alle ricerche di base premiate lo scorso anno si alternano quest'anno risultati legati ad applicazioni pratiche già di largo uso. Non é casuale nemmeno il fatto che tutti e tre i premiati abbiano ottenuto i loro risultati lavorando all'interno di aziende.
I MAESTRI DELLA LUCE: sono definiti così i tre premiati di quest'anno. I dispositivi che hanno costruito a partire dagli anni '60, tutti basati sull'uso della radiazione luminosa, hanno aperto le porte alla società delle comunicazioni in rete e alla costruzione di strumenti che in pochi decenni sono diventati di uso comune nella vita quotidiana.
FIBRE OTTICHE: nel 1966 è stato Charles K. Kao a calcolare come trasmettere la luce su lunghe distanze utilizzando fibre di vetro. Se negli anni '60 si riusciva a farlo per una ventina di chilometri, oggi la tecnologia permette di raggiungere distanze decisamente maggiori. Oggi sono le fibre ottiche a garantire la velocita' delle connessioni in rete e grazie ad esse Internet è diventato uno strumento molto diffuso per diffondere testi, musica e immagini.
IMMAGINI DIGITALI: oggi sono diventate familiari, ma solo negli anni '70 erano una possibilita'. E' stato allora, infatti, che Boyle e Smith hanno costruito il prototipo del Ccd (Charge-Coupled Device), il dispositivo che permette di tradurre un segnale luminoso in un impulso elettrico. Alla base di questa tecnologia c'é l'effetto fotoelettrico teorizzato nel 1921 da Albert Einstein e che prevede proprio la possibilità di trasformare un impulso luminoso in un segnale elettrico.






