Percorso:ANSA.it > Associate > News

I geologi: frane assassine, ma prevedibili

Documento, destinazione certa per i fondi e controllo sindaci

03 ottobre, 18:46

La distruzione nel Messinese

La distruzione nel Messinese

di Elisabetta Guidobaldi

ROMA - Frane come quelle che si sono abbattute nel messinese "le chiamiamo frane assassine", ma in Italia le carte che delimitano le aree pericolose "ci sono". A parlare é il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Pietro Antonio De Paola, secondo il quale quella di Messina "é sicuramente una tragedia annunciata, motivo che ci tiene in particolare apprensione".

"A breve - annuncia De Paola - invieremo un documento alle istituzioni in cui chiediamo di attivare un sistema di vigilanza e controllo da parte dei sindaci, più fondi per la messa in sicurezza del territorio ma soprattutto che questi fondi siano realmente utilizzati per i progetti ai quali sono destinati". Poche richieste ma concise alla luce del fatto che, sottolinea De Paola, "le mappe del rischio di aree particolarmente pericolose ci sono e non c'é niente da scoprire".

"Noi come geologi - prosegue l'esperto - siamo gli specialisti della Terra e siamo in grado di prevedere per predisporre interventi conoscitivi". Quindi la tragedia di Messina. "La realtà dei fenomeni è davanti agli occhi di tutti. In 5 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia. Tutta quest'acqua - spiega il geologo - trova un territorio fragile e abbandonato dove insistono edifici costruiti su luoghi pericolosi, con interi fabbricati edificati in piene fiumare".

De Paola punta quindi il dito contro l'incuria: "Non c'é controllo soprattutto da parte dei sindaci. L'abusivismo dilaga. Vengono rilasciate autorizzazioni a costruire su aree a rischio". Quindi un "passo importantissimo", sottolinea ancora l'esperto, è l'azione dei sindaci. Da un punto di vista tecnico, a Messina, riferisce ancora De Paola, è accaduto quello che è successo a Sarno. Calate detritiche rapide causate da un terreno che "perde resistenza, si scioglie e diventa fango con una velocità di spostamento tipica dei mezzi fluidi, fino a 70 metri al minuto, a volte anche di più, a seconda della pendenza". Queste calate "hanno una forza distruttiva immane".

"Noi le chiamiamo frane assassine. Sono immediate e - spiega il geologo - in pochi minuti da monte arrivano a valle". In alcune aree c'é la certezza che queste calate rapide possano accadere. Come conciliare dunque grandi opere e territorio fragile? "Le grandi opere - risponde De Paola - sono necessarie e significative. Per lo sviluppo sono processi inarrestabili e sono compatibili con la messa in sicurezza del territorio in quanto sono opere con scopi diversi".


Top News

    • 13:09
    • 09 apr
    • ROMA

    Fecondazione eterologa, cade il divieto

    La Corte Costituzionale lo hanno dichiarato illegittimo
    • 12:09
    • 09 apr
    • MILANO

    Intesa paga 294 mln 'tassa Bankitalia'

    Segue Unicredit (196), ma su parametri patrimoniali impatto soft
    • 11:40
    • 09 apr
    • VATICANO

    Papa: tacciano le armi in Siria

    Dolore per assassinio gesuita Van der Lugt e per vittime guerra
    • 10:43
    • 09 apr
    • MILANO

    Garlasco: mamma Rita, ho ancora fiducia

    E' cominciato il processo d'appello bis, Stasi è in aula
    • 09:03
    • 09 apr
    • MILANO

    Borsa: Milano apre in rialzo, +0,24%

    Identico aumento per l'indice Ftse All share
    • 09:00
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano,un morto su barcone

    Continuano sbarchi, 4.000 migranti soccorsi in ultime 48 ore
    • 07:01
    • 09 apr
    • ROMA

    Mafia, colpo a cosche in E-R

    Operazione cc regione e Crotone,13 ordinanze,sequestro da 13 mln
    • 06:36
    • 09 apr
    • ISLAMABAD

    Pakistan:bomba a mercato,almeno 15 morti

    Ordigno ad alto potenziale in zona controllata forze sicurezza
    • 01:05
    • 09 apr
    • ROMA

    Immigrazione: Alfano, è allarme sbarchi

    Non bastano 80 mln Ue per Frontex. Def grazie a nostra azione
    • 00:23
    • 09 apr
    • NEW YORK

    Australia e Svezia, paradisi per giovani

    Secondo studio Usa. Italia fuori da classifica prime 30 nazioni