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Morto re dei gelati Teofilo Sanson

Mecenate dello sport, dal ciclismo al calcio

01 febbraio, 15:33
Teofilo Sanson tra Moreno Argentin (sin) e Francesco Moser
Teofilo Sanson tra Moreno Argentin (sin) e Francesco Moser
Morto re dei gelati Teofilo Sanson

VERONA - Da tempo Teofilo Sanson non appariva più in pubblico, si stava spegnendo lentamente, ma la sua morte, avvenuta a 86 anni nel tardo pomeriggio di ieri a Verona, ha segnato a lutto la città che il fondatore dell'omonima industria di gelati aveva scelto dopo la nascita a Conegliano (Treviso) ed i primi passi da emigrante a Torino con un piccolo chiosco di gelati. Il Veneto, lo sport italiano piangono anche e soprattutto il mecenate dello sport, il vulcanico imprenditore folgorato dal ciclismo che riuscì nell'impresa di portare a Verona due edizioni dei campionati del mondo di ciclismo nel giro di cinque anni: nel 1999 (in tandem con Treviso) e nel 2004.

Con la squadra targata Sanson Francesco Moser trionfò per tre anni consecutivi alla Parigi-Roubaix, ma il futuro Cavaliere del lavoro ebbe il rammarico di non vincere mai il Giro d'Italia, invece per il colmo della beffa il suo pupillo Moser conquistò la corsa rosa proprio all'Arena di Verona correndo per i concorrenti della Gis. Ai Mondiali di ciclismo del '99 si commosse fino alle lacrime per la vittoria iridata nella categoria juniores del veronese Damiano Cunego, 'enfant du pays'. Con il Rovigo Rugby vinse due scudetti negli anni '70, quando la città polesana era la capitale della palla ovale. Fino all'approdo in grande stile nel calcio. Prima Clodia Sottomarina e Conegliano, poi nel 1976 l'Udinese, che sotto la sua guida Teofilo Sanson portò dalla serie C alla serie A.

Nel 1981 si dimise passando la società friulana a Lamberto Mazza. All'Udinese ci fu la 'geniale' intuizione di mettere il marchio della sua azienda di gelati sui pantaloncini dei calciatori. Allora era proibito, ma tra una multa e l'altra, si aprì la strada agli sponsor nel calcio, mentre il fatturato della Sanson Gelati si impennò. L'azienda con sede a Colognola ai Colli (Verona) fu poi ceduta alla Barilla nel 2000, per poi passare otto anni dopo alla Sammontana. Nel 2012 il marchio è scomparso definitivamente. Era arrivata a sfiorare i 100 miliardi di lire di fatturato, producendo oltre un milione di gelati al giorno.

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