Giro: a Matera spunta Degenkolb
Paolini resta in maglia rosa
09 maggio, 14:34
dell'inviato Adolfo Fantaccini
MATERA - Finale da brividi, di quelli che tengono col fiato sospeso, per la quinta tappa del Giro d'Italia, da Cosenza a Matera di 203 km. Ha vinto il tedesco John Degenkolb velocista della Argos-Shimano, che si è affermato dopo una rimonta a perdifiato, al termine di un percorso difficile e reso scivoloso dalla pioggia, che ha anche causato una caduta di massa a poche centinaia di metri dall'arrivo, quando stava per partire lo sprint. Luca Paolini, pur con qualche rischio, ha conservato per il terzo giorno la maglia rosa conquistata sul lungomare di Marina di Ascesa, nel cuore della Calabria. Degenkolb è riuscito a rimontare l'italiano Canola, che è letteralmente crollato negli ultimi 250 metri, partendo lungo e andando in pochi metri fuorigiri, dopo che una caduta nella penultima curva lo aveva lanciato verso un successo insperato, stravolgendo le gerarchie di uno sprint che si sarebbe disputato senza Mark Cavendish, troppo attardato rispetto al gruppo di testa. Marco Canola si trovava fra i primi e stava lavorando per preparare il terreno al bis di Enrico Battaglin, reduce dal successo di ieri. Si è trovato con grande sorpresa da solo in testa alla corsa, ha stretto i denti, ha sbuffato, ha dato tutto quello che aveva, ma non è riuscito a evitare che il tedesco mettesse la freccia e lo sorpassasse a velocità doppia, forse anche tripla, per presentarsi sotto il traguardo della città dei sassi a braccia alzate, con un vantaggio rassicurante. Il povero Canola è stato poi risucchiato da altri corridori, dal momento che Degenkolb ha preceduto lo spagnolo Vicioso, poi Martens, Henao e Trentin. Un finale imprevisto, ma non imprevedibile, che conferma come questo Giro d'Italia - almeno nelle prime tappe - sia una specie di terra di nessuno, nell'attesa della cronometro destinata a rivoluzionare la classifica, a Gabicce. Oggi la graduatoria generale non ha subito alcuna rivoluzione: tutto confermato, ognuno al proprio posto, con Luca Paolini a guardare tutti dall'alto. Alla volata letale di Degenkolb si è arrivati dopo la solita fuga di giornata - organizzata da Stefano Pirazzi, Tomas Gil, Alan Marangoni, Ricardo Mestre, Brian Bulgac e Rafael Andriato - che è fallita inesorabilmente sulla salita di Montescaglioso, dov'era posto il secondo Gran premio di una giornata caratterizzata dalle bizze di Giove Pluvio, che non ha tuttavia spento gli ardori dei contendenti. Di acqua, nella zona del traguardo, ne è caduta tanta, tantissima. Pioggia mista a grandine, un acquazzone in piena regola, che ha reso la strada viscida e favorito la caduta spacca-gruppo. Il resto lo hanno fatto i 2 mila metri al 9-10 per cento di pendenza media, che si sono rivelati fatali a Cavendish, Goss e Chicchi, barcollanti e tagliati fuori dalla lotta per il successo di tappa, al quale ambivano. Il finale a tutta verso il traguardo di Matera ha provocato la caduta di 10 corridori (Navardauskas, Betancur, Modolo, Colbrelli, Damiano Caruso, Martens Torres, Visconti, Goss, Marcato e Gatto), che sono scivolati sull'asfalto bagnato e hanno spezzato il gruppo con i velocisti rimasti ancora in lizza per il successo di tappa. Ha rischiato di cadere anche Paolini, ma alla fine la sua maglia rosa è rimasta immacolata, saldamente incollata sulle sue spalle. Il Giro proseguirà domani con un'altra tappa riservata ai velocisti: una 'passerella' a tutta, fra Mola di Bari e Margherita di Savoia, in 169 chilometri interamente pianeggianti, con un circuito da ripetere due volte.








