Cavendish e' la prima maglia rosa
Britannico vince allo sprint tappa Napoli
04 maggio, 21:49
dell'inviato Adolfo Fantaccini
Il re è sempre lui. Ed è un re vestito di rosa, quello che è salito sul trono dell'ex capitale del Regno delle Due Sicilie. Mark Cavendish, 28 anni, viene dall'Isola di Man, sebbene dal 2007 abiti a Quarrata, nel Pistoiese. A Napoli ha dominato il lunghissimo sprint della tappa inaugurale del 96/o Giro ciclistico d'Italia. Una volata da brivido, da vero e proprio 'braveheart', la sua. 'Cannonball' oggi non è stato solo implacabile, questa volta é riuscito addirittura a superarsi, ad andare al di là della propria potenza, polverizzando le ambizioni, i sogni di Elia Viviani, l'eterno secondo, che fino a qualche centimetro dalla linea del traguardo ha sperato concretamente di battere Sua Maestà degli sprint. E che dopo l'arrivo ha sfogato la sua rabbia colpendo con il pugno contro il manubrio.
Lo sprint è stato caratterizzato da una caduta a un paio di chilometri dalla fine di una tappa lunga 130 chilometri, nel quale sono rimasti coinvolti fra gli altri Gavazzi (uno dei favoriti), Chicchi, Belletti e David Millar. Qualche chilometro prima, Steegmans, uno dei suoi fidi scudieri, era stato fermato da un problema meccanico, lasciando il re nudo. O quasi. Cavendish non si è perso d'animo e ha chiuso il buco a poche centinaia di metri dal traguardo, facendo tutto da solo e azzerando la concorrenza. Praticamente, un tornado. L'uomo-proiettile dell'Isola di Man aveva già indossato la maglia rosa nel Lido di Venezia, al termine della cronosquadre, valida come prima tappa del Giro del centenario vinto a Roma da Menchov.
Domani 'Cav' cercherà di difenderla a Ischia, in un'altra crono a squadre: non sarà facile, ma nemmeno impossibile. Onore e merito anche al francese Nacer Bouhanni, che si è piazzato al terzo posto, dimostrando carattere, grinta, determinazione, coraggio. Ce ne voleva tanto per sfidare questo Cavendish, in una volata violenta e potente, interminabile. Peraltro, la neo maglia rosa non aveva nemmeno studiato nei dettagli - cosa che fa abitualmente - la tappa napoletana, per eccessi di "traffico, caos, confusione, caldo". Lo aveva anche detto, Cavendish, di avere visionato il percorso e il rettilineo finale su internet su Google Earth. Nemmeno questa inusuale strategia preparatoria ha fermato il suo impeto, la sua formidabile voglia di vincere, per dimostrare una volta di più di essere il più forte di tutti. Cavendish ha griffato la tappa di oggi, che è stata caratterizzata da una serie interminabile di cadute, scivolate e pericolosi rovesci.
Popovich ha rimediato un'impressionante abrasione, Pichon un problema alla bocca, mentre lo spagnolo Urtasun Perez ha fatto temere tantissimo per la propria incolumità, dopo essere finito a gambe all'aria vicino a una transenna. Alla fine poteva anche andargli peggio. E' andata benissimo, invece, a Cavendish che, in un colpo solo, ha indossato la maglia rosa, ha conquistato l'undicesimo successo al Giro e ha lanciato un segnale chiaro, forte, preciso a tutti gli altri velocisti. Che, da oggi, sono consapevoli di una cosa: per vincere una volata dovranno fare i conti sempre con l'inglese volante.








