Arriva De La Rosa, Ferrari parla sempre piu' spagnolo
Domenicali ingaggia un 'simulatore', Alonso ha sempre piu' peso
01 febbraio, 21:21
L'accento emiliano di Enzo Ferrari e' la cifra della Ferrari delle origini. Ora a Maranello si parla sempre piu' spagnolo, con inflessione asturiana. La Rossa che lancia la nuova sfida alla Red Bull non ha aromi da bibita energetica, ma sempre meno di tortellini e zampone. Piuttosto i sapori delle tapas, della paella.
Asturiano e' il pilota leader, Fernando Alonso. Spagnolo uno sponsor, Banco Santander, spagnolo il collaudatore Marc Gene', spagnolo 'ultimo arrivato alla corte emiliana, Pedro de la Rosa. Si occupera', annuncia Stefano Domenicali a Wrooom, dello sviluppo del simulatore, diavoleria sempre piu' importante in periodi di limitazioni assurde ai test in pista. Parentesi, e' molto amico di Alonso, ci lavoro' insieme, sempre da collaudatore esperto di simulatore, in McLaren. L'asturiano e' uomo determinato, e dice la sua su molte cose. Dalla sua buona parola dipendono molti approdi, compreso quello di Pat Fry. Al contrario si determinano anche partenze, come quella di Luca Colajanni, da un decennio comunicatore della Scuderia e sostituito due giorni fa da Renato Bisignani. E' la strategia del Campionissimo. Crearsi attorno l'ambiente piu' favorevole per esprimersi al meglio. E la Ferrari cerca di accontentarlo, come fece con Schumacher.
Sono poche le novita' annunciate. Quella di De La Rosa, 42 anni il 24 febbraio, 105 Gp tra Arrows, Jaguar, McLaren, Bmw Sauber Ferrari, Hrt, e' gustosa perche' allarga a sette la cerchia dei piloti in rosso: i tre spagnoli, il brasiliano Felipe Massa, gli italiani Davide Rigon e Giancarlo Fisichella, l'italo-francese Jules Bianchi. Sara' Pedro a dare, lavorando in quella astronave a zampe di ragno che c'e' a Fiorano, quegli sviluppi alla Ferrari che dovranno consentire ad Alonso di vincere il mondiale. La macchina, in vista dei primi test di Jerez il 5 febbraio, verra' rivelata alla stampa e in diretta sul web l'1 febbraio a Maranello, alle 10,30. L'anno scorso la neve fece saltare l'appuntamento con la stampa, tutto avvenne on line. Domenicali presenta la mission: ''Dopo due secondi posti in tre anni e' essere primi''. Ci sono due team al lavoro: una sulla vettura 2013, che usa la galleria del vento della Toyota a Colonia, gia' usata anche da McLaren, una su quella del 2014, quando ci saranno enormi novita', anche sul motore, e il ritorno al turbo. Intanto si ristruttura la galleria di Maranello, cui vengono imputati lo scarso sviluppo aerodinamico.
Prudente gestore di equilibri delicati, Domenicali spiega perche' non si insegue il sogno di un Dream Team con Alonso e Sebastian Vettel: ''Con Montezemolo lo abbiamo sempre detto, un dream team e' qualcosa di straordinario se gestito bene e se le cose funzionano. In questo momento non e' il nostro obiettivo, dobbiamo massimizzare l'equilibrio della squadra, bisogna essere molto prudenti. Felipe Massa e' stato eccellente nella seconda parte del 2012, e' il pilota che vogliamo. Avevamo visto giusto che fosse meglio aspettare a decidere. Sono certo che dara' la performance che vuole fornire. Alonso e' stato in grado di stupirci ogni anno, la sua forza e' quella di poter garantire a tutti la sua capacita' di lottatore e di campione, sempre. Noi dobbiamo parlare poco e dargli una macchina che possa frustare per massimizzare le sue qualita'. Se avremmo questa possibilita' potra' confermare il suo 'killer istinct'''.
Domenicali non ama parlare degli avversari (''altri invece sembrano provarci gusto a provare a cercare di attizzarci''), ma una battuta sul ciclo vincente della Red Bull la fa: ''Lo scorso campionato e' stato molto interessante, tanti piloti hanno vinto e noi siamo stati competitivi fino in fondo. Tre anni non sono tanti, quando la Red Bull smettera' di vincere si parlera' di nuovo dei periodi in cui abbiamo dominato noi, o la McLaren. Il mio auspicio e' che Red Bull abbia gia' vinto abbastanza. Rappresenta un bell'investimento per la F1, in un momento di grandi difficolta' a deve trovare risorse. Bisogna dare atto che quest'azienda sta facendo tanto. Noi lo facciamo continuativamente da sempre''.







