Morto Ballerini, omaggio amici e foto Roubaix
Camera ardente a Casalguidi per Ct ciclismo
08 febbraio, 20:11
dell'inviata Chiara Carenini
CASALGUIDI (PISTOIA) - Hanno scelto, per dirgli addio, la foto della sua ultima Parigi-Roubaix. Lui che in sella alla sua bici lancia un bacio tenendosi una mano sul cuore e mostrando una maglietta su cui aveva scritto 'Merci, Roubaix'. Franco Ballerini, il ct gentile, adesso 'dorme' sereno in un guscio di legno chiaro. Sua madre Graziella lo culla con gli occhi nella camera ardente organizzata alla Misericordia di Casalguidi (Pistoia) la frazione di Serravalle Pistoiese dove il ct della nazionale di ciclismo viveva con la moglie Sabrina e i due figli. Una sala spoglia, quattro ceri e il profumo del mirto, il volto sorridente di Ballerini che campeggia sul muro, il bacio alla 'sua' Roubaix.
Quattro ragazzini con la tuta della 'Milleluci' fanno il picchetto. La salma del ct della nazionale di ciclismo, morto ieri mattina nel rally di Larciano, arriva dall'ospedale di Pistoia nel pomeriggio, dopo che il medico legale incaricato dalla procura, il professor Sonati, ha eseguito l'esame esterno del corpo. Intorno alle 16, un furgone, accompagnato dalla 'scorta tecnica' dei motociclisti che in genere accompagnano le corse in bicicletta, porta il feretro. Un applauso doloroso, prolungato, accompagna il sarcofago che viene aperto e benedetto da don Renzo Aiardi parroco di San Pietro dove domani sarà celebrata la messa di requiem. Tante le lacrime e le parole dei suoi amici e colleghi. Paolo Fornaciari, Luca Scinto, Maximilian Sciandri, Andrea Tafi lo ricordano come "un amico, un grande".
C'e anche Paolo Bettini: ha gli occhi smarriti davanti alla lunga coda di persone che cercano di entrare nella camera ardente: "Sono passato dalla morte di mio fratello - dice - e Franco mi ha rimesso in pista. Non posso dire altro". Una lacrima gli scende sulle guance e lui la cancella con la mano. C'é Fabrizio Fabbri, l'ex ds della Mapei. Anche per lui è l'ora dei ricordi. Come quando Ballerini, a 10 chilometri dal traguardo della sua prima vittoriosa Parigi-Roubaix, ebbe le gambe 'vuote': "Mi avvicinai e gli dissi 'forza Franco che c'é Giammarco a casa che ti aspettà. E Franco si alzò sui pedali. Suo figlio era il suo unico doping". "Tutti devono sapere che lo sport italiano ha perduto una persona importante - afferma Scinto - e io un amico, un maestro, un compagno di vita col quale mi confidavo. Lui mi aveva convinto a diventare quello che sono (ds della Isd, ndr) e mi consigliava, trovava sempre una soluzione. Ho perso un punto di riferimento".
Ancora lacrime, come quelle del pilota della Clio R3 Alessandro Ciardi, che si trova in ospedale con la frattura del bacino e che stamani è stato raggiunto da un avviso di garanzia per omicidio colposo. Un atto dovuto, dicono in procura dove si indaga sulla dinamica dello schianto. Le lacrime accomunano gli amici, gli ex ciclisti, la gente comune, il sindaco Mochi che ha proclamato il lutto cittadino, il parroco che parla di speranza ma ha gli occhi lucidi. Casalguidi ha il tricolore legato con il fiocco nero, i pochi ciclisti che passano hanno i nastri del lutto alle braccia. Ballerini ha il volto sereno. Dentro la camera ardente nessuno parla: resterà aperta fino a mezzanotte. Per l'ultimo saluto al 'Ballero'. Il signore del pavé, il ct d'oro.








