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Tangenti nella Sanità, condannato Del Turco

In primo grado 9 anni e 6 mesi. Ex governatore: 'Prima si riflette poi si parla, faremo appello'

23 luglio, 17:44
Del Turco: ho perso le speranze a richiesta 12 anni
Del Turco: ho perso le speranze a richiesta 12 anni
Tangenti nella Sanità, condannato Del Turco

"Ho perso le speranze quando il Pm ha chiesto la condanna a 12 anni. Una richiesta pesantissima che nell'opinione pubblica avrebbe fatto passare la convinzione della colpevolezza". Così Ottaviano Del Turco, ai giornalisti all'esterno della sua casa a Collelongo (L'Aquila), dove ha atteso la sentenza dei giudici di Pescara (9 anni e 6 mesi). "Pm e giudici - dice - fanno lo stesso percorso e quindi sono abituati a ragionare con la stessa logica inquisitoria".

Condanna a 9 anni e 6 mesi in primo grado per l'ex governatore della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, nel processo "Sanitopoli", a Pescara, su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che il 14 luglio 2008 lo ha portato in carcere. Il pm aveva chiesto 12 anni. La sentenza è arrivata dopo circa quattro ore di Camera di Consiglio del Tribunale collegiale di Pescara formato da Carmelo De Santis, Massimo De Cesare, Gianluca Falco. Il dispositivo della sentenza è composto da 7 pagine e in parte rimodula qualche capo di imputazione. Sono 27 gli imputati (25 persone e 2 società) entrati nel processo.

"Per ora non dico nulla. Sulle sentenze prima si riflette poi si parla". Sono le prime parole a caldo dell'ex governatore dell'Abruzzo, Ottaviano Del Turco, raggiunto al telefono dall'ANSA, dopo la condanna in primo grado dal Tribunale di Pescara. "Appello sicuro", ha detto.

"Ho perso le speranze quando il Pm ha chiesto la condanna a 12 anni. Una richiesta pesantissima che nell'opinione pubblica avrebbe fatto passare la convinzione della colpevolezza". Così Ottaviano Del Turco ai giornalisti all'esterno della sua casa a Collelongo (L'Aquila), dove ha atteso la sentenza dei giudici di Pescara. "Pm e giudici - dice - fanno lo stesso percorso e quindi sono abituati a ragionare con la stessa logica inquisitoria".

Secondo la presidente della Fondazione per la giustizia giusta Enzo Tortora, Francesca Scopelliti, "la condanna di Ottaviano Del Turco è la conferma che a trent'anni dall'arresto di Enzo Tortora e a venticinque dalla sua morte nulla è cambiato nel nostro sistema penale". "Le condanne - aggiunge - vengono emesse nel nome del popolo italiano ma all'insegna di un libero convincimento che non vuole prove o riscontri. Basta la parola di chi accusa per scopi diversi, dall'ottenimento di qualche privilegio, come nel caso di Enzo, alla vendetta come in questo caso. Del Turco come Tortora: sì purtroppo. E non solo nell'aspetto giudiziario, ma anche in un male che lo ha colpito - ne sono convinta - insieme al mandato di arresto. E' il mio più sincero auspicio - conclude - ed è rivolto al trionfo della verità e alla sconfitta del male".

Il tribunale collegiale di Pescara ha condannato anche l'ex parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu a quattro anni; l'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga a nove anni; gli ex assessori regionali Bernardo Mazzocca e Antonio Boschetti, rispettivamente a due anni e quattro anni; l'ex segretario generale dell'ufficio di presidenza della Regione Lamberto Quarta a sei anni e sei mesi; l'ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone a nove anni. Il Tribunale ha invece assolto l'ex assessore regionale alla sanità di centrodestra Vito Domenici, l'ex amministratore delegato della Humangest Gianluca Zelli, l'ex segretario dell' ex assessore Mazzocca, Angelo Bucciarelli. "Io siccome non ho fatto niente - ha detto Aracu - non accetto neanche la pena di un'ora e né di un euro. "Quindi - ha proseguito - è un'ingiustizia e basta. Vuol dire che c'é chi vede le condanne a modo proprio. Viva Berlusconi".

Cinque anni dopo l'arresto dell' allora presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, oltre ad assessori, consiglieri regionali e manager pubblici e privati, oggi la sentenza di primo grado relativo all'inchiesta 'Sanitopoli', su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese, che il 14 luglio 2008 travolse la Giunta regionale, portando l'Abruzzo a elezioni anticipate.

Sono 25 in totale le persone  giudicate per accuse che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, all'abuso, alla concussione, al falso, alla truffa, al riciclaggio.

Fra loro l'ex patron della casa di cura privata Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, "il grande accusatore": dalle sue rivelazioni ebbe inizio la vicenda. Fu proprio l' imprenditore, che nel processo è sia imputato (la richiesta del pm è di 3 anni) sia parte lesa (11 milioni di euro per danni morali la sua richiesta di risarcimento), a dichiarare ai magistrati di aver pagato tangenti per circa 15 milioni di euro, in cambio di agevolazioni, ad alcuni amministratori pubblici regionali di centrosinistra e di centrodestra. E fu sempre lui a fare il nome di Del Turco come beneficiario di tangenti.

Secondo l'accusa, in sostanza, dal 2003 al 2008 i vertici di due amministrazioni regionali, quella di Giovanni Pace prima e quella di Del Turco poi, sarebbero stati protagonisti di un malaffare che avrebbe portato pian piano al tracollo della sanità abruzzese. Già condannato, invece, a due anni di reclusione dalla Corte d'Appello dell'Aquila per il reato di concussione per induzione, l'ex presidente di centrodestra della Regione, Pace che era stato assolto da tutte le accuse contestate. Nel procedimento, attualmente in corso nel Palazzo di giustizia pescarese, oltre alle 25 persone risultano imputate anche due società: Villa Pini d'Abruzzo e Barclays Bank.

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