Progetto Città, verso il futuro valorizzando il passato
06 marzo, 18:25
NAPOLI - Sostenere lo sviluppo, aprirsi al nuovo mondo, guardare al futuro tutelando quell'inestimabile e variegato patrimonio culturale che viene consegnato dal passato. Una idea guida che ha trovato d'accordo i rappresentanti dei paesi della sponda nord e di quella sud del mediterraneo che oggi si ritrovati faccia a faccia nel corso della seconda giornata di presentazione del progetto ''Le Citta' del Mediterraneo''.
Un progetto che si sviluppera' nel corso del triennio 2010-2012 - realizzato grazie alla collaborazione tra la Regione Campania e la Regione Sicilia, di intesa con il ministero dello Sviluppo Economico - e che e' stato organizzato dalla Fondazione 'Campania dei festival' e da Riso, museo d'arte contemporanea della Sicilia.
Nel settembre 2011 Napoli diventera' una ''grande vetrina della cultura'' dell'area del Mediterraneo: le aree espositive saranno individuate in quegli spazi vuoti che sono stati censiti e che cosi' saranno poi riutilizzati.
Accolti da Rachele Furfaro, presidente delle fondazione 'Campania dei festival' e moderati da Renato Quaglia, direttore artistico e organizzativo del progetto, si sono ritrovati faccia a faccia Antonio Bassolino, presidente della giunta della Campania e Gaetano Armao, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, con Nicola Oddati, presidente del Forum delle Culture, il sindaco di Siviglia, Alfredo Sanchez Monteselrin; i vicesindaci di Tunisi, Jalel Yaacoubi e Rafik Ouelhazi, Mohamamed Ahmes Abdelkader Abdelzaher, vice segretario generale del governatorato di Alessandria, Hamid Marjisse, presidente del consiglio regionale di Marrakesch, Kahemm Harb, direttore del dipartimento Arte e Cultura giordano.
Tutti hanno ribadito che oggi il Mediterraneo puo' essere un grande ponte, che ha, come ha evidenziato l'assessore Armao, la forza di unire piu' culture. Insomma, attraverso la cultura si possono superare le frontiere ma si possono anche incentivare programmi per lo sviluppo dell'economia, privilegiando in un mercato sempre piu' globalizzato i prodotti locali, esaltando le singole identita'.
Un percorso realistico? La sfida, come ha evidenziato il governatore della Campania, Antonio Bassolino, e' ambiziosa ma certamente non impossibile. Bisogna pero' avere la capacita' di aprirsi, di essere disponibili alla convivenza evitando di puntare all'integrazione perche' ''integrare significa anche voler rendere gli altri simili a noi, invece dalla convivenza deriva la consapevolezza che dobbiamo dare e avere. A Napoli, ad esempio, abbiamo avuto tante civilta' che hanno dialogato tra di loro ma nessuno ha soppiantato o distrutto un'altra civilta'''.







