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Sanremo: Rocco Hunt, voglio essere la voce di chi non ce l'ha

19enne salernitano vince tra Giovani con 'Nu juorno buono'

22 febbraio, 20:37
Rocco Hunt Rocco Hunt
Sanremo: Rocco Hunt, voglio essere la voce di chi non ce l'ha

SANREMO - "Devo ancora capacitarmi di quello che è successo. Sono ancora molto emozionato. Lo avete visto dal bagno di lacrime, che ha coinvolto anche la mia famiglia ieri sera". Rocco Hunt, il 19enne rapper di Salerno, che ha vinto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo è ancora stordito dopo la vittoria di ieri sera con la sua canzone Nu juorno buono, dedicato alla Terra dei Fuochi e cantata in parte in dialetto. "Enzo Avitabile mi diceva 'che ti frega del linguaggio l'importante è o' groove e il messaggio'". "Il successo al televoto (che ha ribaltato la classifica della sala stampa, ndr) significa che la gente mi ha ascoltato. Spero di aver dato un esempio positivo ai giovani, di chi crede nei propri sogni. Ieri ha vinto il popolo, non Rocco Hunt". A dimostrazione di ciò il rapper si impegna a "fare una riproduzione del premio per donarla a un comune della Terra dei fuochi. Voglio essere la voce di chi non ce l'ha, è giusto dare questo premio al popolo". A stupirlo è stato l'affetto del pubblico, che conta anche star della musica italiana. "Sono stato twittato dai miei idoli Jovanotti, Eros Ramazzotti. Mi hanno visto e mi hanno fatto pubblicamente i compimenti. E' straordinario". Ha impressionato anche Enrico Brignano che ora lo vuole per la prima puntata del suo nuovo show 'Il meglio d'Italia', in onda da venerdì prossimo.

Rocco Hunt, vincitore tra le Nuove Proposte con la canzone Nu juorno buono, dedicata alla Terra dei Fuochi, è il più giovane artista in gara al 64/o Festival di Sanremo. Classe 1994, voce del rap campano, affonda le radici nel tessuto sociale e urbano da cui proviene, le case popolari della Zona Orientale di Salerno. Fin da piccolissimo la musica è la sua più grande passione e ben presto diventa il suo strumento più efficace per trasmettere e cercare di realizzare i sogni e le speranze di un bambino di periferia: "A' music' è speranz" (La musica è speranza) come celebra nella sua prima autoproduzione targata 2010. Un po' scugnizzo e un po' intellettuale, come si definisce lui stesso, Rocco fonda saggezza popolare e argomenti di attualità, cultura di strada e riferimenti culturali, con rime sia in dialetto che in italiano. Dopo la pubblicazione di un primo EP, nel novembre 2011 pubblica il suo primo street album interamente auto prodotto, "Spiraglio di Periferia", che si rivelerà un successo per la scena Hip Hop italiana. Da qui comincia una lunga serie di date in giro per l'Italia che lo vedranno incendiare oltre 90 palchi, suonando dal vivo con artisti come Marracash, Co'Sang, Ensi, Salmo, Noyz Narcos, Clementino, Bassi Maestro, La Famiglia e molti altri e collabora musicalmente anche con DonJoe, Dj Shablo, Fritz The Cat e con una lunga serie di rappers e produttori più o meno underground della vecchia e della nuova scuola tra cui spicca Fabio Musta, beat maker Hip Hop di fama mondiale. A giugno 2013 esce "Poeta urbano", album caratterizzato da testi maturi e al tempo stesso freschissimi che descrivono il quotidiano visto con gli occhi di un giovane del sud, fortemente legato alle proprie origini e con un enorme senso di responsabilità. "Poeta urbano" vede la partecipazione di grandi nomi del genere come Clementino ed Ensi che duettano con Rocco Hunt - oltre ai giovani e promettenti Zoa e Nazo - ma anche Dj Shablo e Friz The Cat, entrambi veterani ad oggi presenti nelle più grosse e importanti produzioni di genere, Reverendo, Fabio Musta, producer di fama internazionale che da sempre accompagna Rocco nelle sue produzioni, coadiuvati dai giovani Denny The Cool e Valerio Nazo.

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