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Sanremo: quando la morte arriva al Festival

Da Tenco a Villa, i lutti che hanno funestato la kermesse

18 febbraio, 14:43
Luigi Tenco in una immagine di archivio Luigi Tenco in una immagine di archivio
Sanremo: quando la morte arriva al Festival

di Claudia Fascia

ROMA - L'annuncio della morte improvvisa di Alessio Gatti, figlio 22/enne di Franco, uno dei componenti dei Ricchi e Poveri che stasera avrebbero dovuto esibirsi sul palco dell'Ariston, getta un'ombra di commozione e tristezza sul Festival di Sanremo. Il giovane è stato trovato morto questa mattina nella sua casa genovese. "I Ricchi e Poveri non ci saranno - spiega Fabio Fazio in conferenza stampa -. E credo che quel 'blocco' non vada sostituito, penso che vada lasciato così com'é. Vuol dire che la serata durerà 20 minuti in meno".

Non è la prima volta, in 63 edizioni, che un lutto sconvolge la kermesse. L'episodio che più è rimasto nella memoria collettiva è il suicidio di Luigi Tenco. Era il 1967, edizione numero 17. Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio, il 29enne cantautore genovese, deluso per l'eliminazione dal festival della sua 'Ciao amore ciao', una canzone considerata troppo difficile per quel pubblico e quell'epoca, si spara un colpo di pistola alla tempia nella sua stanza d'albergo all'Hotel Savoy. Lascia un biglietto polemico, il cui incipit recita: "Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita".

Venti anni dopo, è il 1987, tocca a un commosso Pippo Baudo salire sul palco, nella serata finale del Festival, per dare la notizia della morte di Claudio Villa, in un ospedale di Padova. "Purtroppo - annuncia Baudo -, devo dare una brutta notizia. E mi sembra doveroso interrompere per un momento, questo spettacolo che è fatto di festa, di gioia e di canzoni per rivolgere l'ultimo applauso, a Claudio Villa". Il 'reuccio' aveva 61 anni: ne aveva dedicati 45 alla canzone italiana.

E' forse il Festival del 2005 quello più drammatico. Il 1 marzo, l'Ariston ammutolisce all'annuncio della morte inaspettata del popolare giornalista e conduttore tv Alberto Castagna. Uno strascico di polemiche accompagna la commozione del pubblico, che gli dedica una standing ovation: la notizia, infatti, non viene data in maniera tempestiva. Solo tre giorni dopo, aprendo la serata, Bonolis deve ancora fare i conti con una notizia luttuosa: la morte del funzionario del Sismi Nicola Calipari in Iraq, durante la liberazione dell'inviata del Manifesto Giuliana Sgrena, in Iraq.

Restano nella memoria anche altri episodi che hanno incrinato l'atmosfera gioiosa del Festival: nel 1995 Giuseppe Pagano, un operaio disoccupato, minaccia di buttarsi nel vuoto dalla balconata del teatro per protesta. E' Pippo Baudo a farlo desistere. L'anno scorso, invece, il Festival ha un sapore amaro per la morte di Whitney Houston alla vigilia della prima serata e per quella di Lucio Dalla, solo pochi giorni dopo la sua conclusione.

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