Salone Libro: voci mondo a lingua madre, da Iran a Groenlandia
Incroci linguistici e culturali nell'arena di quest'anno
11 maggio, 14:51TORINO - E' ormai uno dei punti di forza del Salone Internazionale del Libro di Torino. La buchmesse ospita anche quest'anno, al Padiglione 3 del Lingotto Fiere dal 16 al 20 marzo, l'arena di Lingua Madre. Il cartellone di quest'anno propone complessi incroci linguistici e culturali, uno scambio di esperienze creative di tutto il globo. Dall'Iran alla Groenlandia, dalla Moldavia al Marocco, sono tanti gli ospiti attesi per presentare libri e partecipare a convegni. Tra gli ospiti di Lingua Madre, format sviluppato in collaborazione con la Regione Piemonte, Sahar Delijani, figlia di militanti politici iraniani, nata in un carcere di Teheran nel 1983, dove i genitori erano stati imprigionati. Oggi Sahar vive a Torino con il marito italiano.
Dalla dittatura khomeinista alla primavera verde del 2009, il suo intenso romanzo L'albero dei fiori viola (Rizzoli, 2013) intreccia i destini di donne iraniane separate dalla violenza della storia ma accomunate dalla fedelta' delle loro radici.
L'italiano e' sempre piu' spesso la lingua d'arrivo di scrittori che hanno trovato da noi una seconda patria. E' il caso di Fouad Khaled Allam, professore di Sociologia islamica a Trieste, che spiega cosa significa avere vent'anni oggi a Tunisi e al Cairo. Vive in Italia dal 1995 anche Amara Lakhous, autore del giallo multietnico ambientato in un quartiere torinese, Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario (e/o, 2013).
Viene dalla Moldavia Lilia Bicec con la storia di una integrazione difficile raccontata in Miei cari figli, vi scrivo (Einaudi, 2013). Masal Pas Bagdadi, racconta in Mamma Miriam (Bompiani, 2013) la sua fuga di bambina ebrea di cinque anni dal ghetto di Damasco e il suo arrivo in Italia. Ci sara' anche il marocchino Mohammed Al Achaari, gia' ministro della cultura, poeta e romanziere, vincitore dell'Arabic Booker Prize, che affronta la tormentata sfida tra la modernita' e la conservazione del patrimonio della tradizione in L'arco e la farfalla (Fazi, 2012). Dal nord arriva invece il norvegese Kim Leine, che ha lavorato quattordici anni in Groenlandia e ambienta in quelle solitudini il romanzo storico Il fiordo dell'eternita' (Guanda, 2013), al cui centro sta il rapporto contraddittorio degli europei con i mondi radicalmente diversi tra loro.
Protagonista a Lingua Madre anche la musica. Venerdi' 17 maggio, alle 21, si potra' fare un viaggio nella musica klezmer dell'est europeo con il violinista Janos Hasur. Il giorno successivo, alle 21, il duo Miguel Angel Acosta rende omaggio al tango, alla milonga e alla musica del Sudamerica. Domenica infine, sempre alle 21, il concerto di Kanmod Raj Kalampuri porta alle radici della tradizione indiana dei canti e delle tabla.






