Con Bookstock si gioca a inventare parole
08 maggio, 10:33In mezzo ai tanti appuntamenti del Salone del Libro, in calendario dal 16 al 20 maggio al Lingotto di Torino, quelli del Bookstock Village sono stati creati come antidoto al rischio di ''eventizzare la cultura''. Il neologismo e' del presidente della Compagnia di San Paolo, Sergio Chiamparino, che in occasione della presentazione del programma ha rilanciato il gioco del Bookstock di inventare parole nuove.
''Abbiamo deciso di puntare sul Bookstock Village, cioe' sui giovani - ha spiegato l'ex sindaco di Torino - come azione per provare a rovesciare la sorta di relazione inversa che sembra esistere in Italia fra il numero di eventi sul libro e il numero dei lettori. Vogliamo scongiurare il rischio di eventizzare la cultura e far uscire il sapere dalla sua torre eburnea''.
Il Bookstock Village, spazio dedicato ai bambini e ai ragazzi all'interno del Salone torinese, gioca con la creazione di termini nuovi. Un anno di lavoro dello scrittore Andrea Bajani con gli studenti di alcuni licei sfocera' in dieci appuntamenti con personalita' come Michele Serra e Massimo Recalcati, Walter Siti e Marco Aime. Al centro degli incontri saranno le parole coniate dai ragazzi, vocaboli che non si trovano nei dizionari e proprio per questo raccontano tutta l'urgenza espressiva degli adolescenti nei confronti della realta' contemporanea.
Si spazia da disonestar, creato sul modello di archistar, a disfuturo e svivere. Ma ci sono anche subizionista, da subire,
demolitica, intesa come politica che demolisce anziche' costruire, monetica, che significa etica dominata dalla moneta.
''Queste parole - ha rimarcato Bajani - sono insieme un sos e un mappamondo. Sono termini un po' allarmanti, ma ci dicono del modo in cui i ragazzi vedono il mondo''.
Per Bajani, il fatto che eventizzare possa essere ''un verbo usato plausibilmente, nel senso che tutti ne comprendiamo il significato'', indica che ''il fenomeno esiste davvero''. ''Eventizzare - ha improvvisato lo scrittore prendendo lo spunto di Chiamparino - e' legato all'idea del libro come evasione. Ma la lettura - ha affermato - ha un senso se mette in discussione il mondo, non se ce lo fa dimenticare''.
Il volume che piu' ha segnato la giovinezza di Bajani e' stato non a caso Scritti Corsari di Pasolini. E Chiamparino ha amato sopra ogni altro il romanzo di Cronin E le Stelle Stanno a Guardare, storia di minatori inglesi degli Anni Venti, che suo padre aveva letto da prigioniero in Africa.
Il programma del Bookstock, realizzato con l'aiuto di 300 giovani, prevede mostre, laboratori e anche un workshop di scrittura digitale e una nursery letteraria per i piu' piccoli.






