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Transat Jacques Vabre, Gaetano Mura e Manuard con Bet1128 disalberano e riparano a La Coruna

11 novembre, 13:10

GOLFO DI BISCAGLIA (SPAGNA) - Bet1128, il Class40 tutto italiano in gara per la transatlantica in coppia “Jacques Vabre” disalbera nel cuore della notte nel Golfo di Biscaglia. Gaetano Mura, l’azzurro di Cala Gonone, assieme al suo co-skipper, con una manovra eccezionale, riescono a ritirare su l’albero e sono nuovamente in gara, determinati a vincere.

   Non è bastata la sosta nel porto di Roscoff, Francia, prevista dagli organizzatori perché passasse la tempesta che dall’Atlantico settentrionale ha investito il Canale della Manica. Ripartita alle prime ore dell’alba, la flotta dei Class40, barche lunghe poco più di 12 metri, ha affrontato il Golfo di Biscaglia incontrando subito condizioni avverse.

   E così anche Bet1128, il Class40 dello skipper oceanico Gaetano Mura, ben piazzato nel gruppo di testa, pronto ad affrontare le oltre 5.000 miglia che ancora lo separano dalla costa del Brasile, dove l’arrivo è previsto nel porto di Itajaì dopo circa 4 settimane di navigazione dalla partenza. Questa notte, le condizioni dure, anche se non estreme, hanno causato un’improvvisa avaria: Bet1128 ha disalberato, una circostanza che normalmente significa la fine della corsa, l’impossibilità fisica di andare avanti.

   Ma non è finita così: Gaetano e Sam, che era appena sceso sotto coperta per il suo turno di riposo, sono riusciti a recuperare le vele finite in acqua, hanno assicurato l’albero e, grazie a una serie di riparazioni di fortuna, sono riusciti ha rialzare l’albero in carbonio alto 18, praticamente come una palazzina di 5 piani. Ma sentiamo com’è andata dalla viva voce di Gaetano: “Sam dormiva io ero di guardia avevo appena terminato giro di ispezione in coperta, stavo in pozzetto, al riparo nel cockpit perché c’era molto mare, e raffiche di vento fra i 25 e i 30 nodi (ndr: circa 50 km/h). Improvvisamente ho sentito uno schianto, come sentito un’esplosione e mi sono reso conto che l’albero era crollato in coperta, le vele finite in mare. Una situazione drammatica, non solo perché significa la fine di una regata, ma rappresenta una condizione di serio pericolo. Per un attimo ho davvero pensato che fosse finita.

Immediatamente ho chiamato Sam, il suo unico commento è stato “No!”, come dire “Non ci sto”. Siamo stati super reattivi, per fortuna un cavo ha trattenuto l’albero, evitando che andasse completamente in mare. Con l’aiuto di due drizze e l’abbiamo tirato subito su. Abbiamo fatto una fatica enorme ma siamo riusciti a tirare fuori le vele dall’acqua e a issarle a bordo. Col fiocco è stato difficile, essendosi danneggiato il rullafiocco. Abbiamo acqua che ha mandato in avaria l’elettronica di bordo, così ora non abbiamo sistema di navigazione. Stiamo puntando su La Coruna, in Spagna, all’estremità opposta del Golfo di Biscaglia. Qui faremo le riparazioni necessarie e ripartiremo nel minor tempo possibile. Vogliamo vincere e possiamo ancora farcela!”.

   Intanto Gaetano e Sam si stanno tirando su il morale con del porridge bollente. Continua Gaetano “Ci è sfilato accanto un altro Class40 che era dietro di noi, il Caterham Challenge “Silvi Belle 2” con a bordo lo skipper inglese Brian Thompson, che ci ha visti senz’albero, per poi rivederci, incredulo, navigare a piena velocità con tutte le vele su. Non credevano ai loro occhi!” Geatano e Sam, che stanno praticamente navigando “a vista” contano di raggiungere La Coruna nella giornata di domani per poi proseguire la regata il più presto possibile.

 

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