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Milano Med Forum 2010

Chiude Forum Milano, imprese e banche per rilancio partenariato

15 luglio, 16:21

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Sull'integrazione euromediterranea non c'é tempo da perdere. Per affrontare nodi e sfide che pesano su un pieno sviluppo del partenariato, ci vuole un'Europa più politica e meno burocratica, in grado di dare risposte e competere con i grandi player internazionali - Cina, India e Brasile - che nel Mediterraneo hanno già posto le basi per solidi rapporti economici. E' l'appello lanciato dal ministro degli Esteri Franco Frattini a conclusione del Forum Euromed di Milano. E sul versante strettamente economico banche e imprese sono pronte a fare la loro parte.

"I nostri partner internazionali Cina, India e i grandi player sudamericani non stanno ad aspettare e a guardare noi europei prima di entrare in mercati importanti come l'Africa. Poi sarà troppo tardi - ha detto il titolare della Farnesina - abbiamo ragionato per due anni sulle competenze del segretariato dell'Upm, mentre la Cina è già lì (in Africa) a fare infrastrutture e autostrade".

Per un'azione europea più rapida ed efficace ci vuole, secondo il ministro degli Esteri, "più Europa politica". Tra le prime questioni che un'Europa più forte sarà chiamata ad affrontare nell'ambito di un processo di integrazione euromediterranea, ci sono Medio Oriente, Turchia e Iran. "Solo una pace stabile, giusta e duratura può essere una risposta alla crisi in Medio Oriente", ha detto a questo proposito Frattini aggiungendo che determinante è il passaggio da negoziati indiretti israelo-palestinesi a negoziati diretti, come auspicato dal presidente americano Barack Obama qualche giorno fa.

Altro grande fronte è quello dell'adesione turca all'Unione europea. "Non possiamo parlare di integrazione euromediterranea se alla Turchia ogni giorno diamo il messaggio di voler rallentare il processo di adesione". Quindi la questione del nucleare iraniano. Il ministro degli Esteri ha spiegato che se la partnership euromediterranea è stata allargata anche ai paesi del Golfo, "a questi Paesi bisogna dare risposte sull'Iran. E loro che ci chiedono di fermare la proliferazione nucleare".

Ma c'é un altro grande tema su cui, secondo Frattini, l'Europa deve rompere gli indugi ed essere meno timida: quello della circolazione delle persone. "Come possiamo fare business se il regime europeo dei visti resta un regime restrittivo e preclusivo?", ha chiesto il capo della diplomazia italiana invitando i paesi europei ad attuare politiche di facilitazione dei visti senza nascondersi dietro l'alibi della sicurezza. "Non ho mai visto un terrorista potenziale che ha il problema del visto per entrare a commettere il reato".

Alla facilitazione degli scambi tra riva nord e riva sud del Mediterraneo intende dare un forte contributo l'Agenzia euromediterranea per le pmi con sede a Milano, proposta dal presidente di Promos Bruno Ermolli e sostenuta dal governo italiano. "Faremo da bussola e da guida", ha spiegato Ermolli. La rete di imprese - ha detto Frattini - ha bisogno di "un organo operativo, agile, non burocratico" che incoraggi le iniziative a vantaggio reciproco delle due sponde.

Ma un ruolo importante può essere giocato anche dalle banche. Un "ponte per le aziende" dell'area, come del resto è già avvenuto nell'Est Europa, le definisce il consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera. Mentre sul fronte delle infrastrutture, il ministro Altero Matteoli ha espresso la necessità di varare un piano strategico per l'area.