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Sesta tappa: e' Cavendish il re

Allo sprint si impone ancora lui - FOTO

09 maggio, 18:37
Sesta tappa: e' Cavendish il re

dell'inviato Adolfo Fantaccini

Mark Cavendish è un missile, e non fallisce un colpo: appena la strada spiana e intravede un rettilineo, la possibilità di duellare fianco a fianco con i colleghi, l'inglese volante venuto dall'Isola di Man non conosce rivali, ostacoli, né timori o paure. 'Cannonball' spinge forte sui pedali in via Trinitapoli, a Margherita di Savoia, e taglia il traguardo a velocità supersonica. Sembra un tornado, il corridore della Omega Pharma-Quickstep. La sua potenza era così straripante da far barcollare la bicicletta, che dava l'impressione di piegarsi prima su un lato e poi sull'altro. Cavendish campione delle volate e di umanità, visto che sul podio - al momento della premiazione - esibisce il numero 108, in memoria di Wouter Weylandt, corridore del Team Leopard morto a 26 anni nel Giro d'Italia 2011, dopo una caduta in località Mezzanego, nella discesa di Passo del Bocco, durante la tappa partita da Reggio Emilia e conclusa a Rapallo.

Il re degli sprinter ha voluto ricordare lo sfortunato belga e, prima di farlo, aveva abbracciato i compagni della Omega Pharma-Quickstep, che gli hanno servito su un vassoio d'argento un successo annunciato. Che solo un contrattempo, la sfortuna, un episodio, un dettaglio, avrebbero potuto negargli. L'arrivo in gruppo ha permesso a Luca Paolini (anche da lui un pensiero allo sfortunato belga) di conservare per il quarto giorno la maglia rosa e di avvicinarsi alla cronometro di Saltara sul tetto del 96/o Giro ciclistico d'Italia. Il corridore lombardo del Team Katusha ha preferito non correre rischi, imitato dai big, come Bradley Wiggins che, però, solo alla fine ha potuto tirare un lungo sospiro di sollievo. Il 'baronetto', infatti, ha rischiato anche oggi, a causa di un problema meccanico (e non solo). 'Wiggo', apparso molto seccato dopo l'arrivo, ha dovuto cambiare bici a circa 33 km dall'arrivo, rimediando poco meno di un minuto di ritardo dal gruppo. Poi, fra cadute, vari contrattempi (anche un passaggio a livello chiuso), il re dell'ultimo Tour de France si è ritrovato a inseguire. Wiggins ha messo davanti la squadra e si è fatto trainare fino al ricongiungimento con il gruppo, che è avvenuto nel breve volgere di qualche chilometro.

Assieme a Wiggins erano rimasti attardati Pozzato, Cobo, Capecchi, Visconti (ancora una volta finito a terra), Hesjedal, Di Luca e perfino Nibali. Non sono mancati attimi di tensione dopo la volata: il campione nazionale francese Nacer Bouhanni ha tagliato il traguardo con i nervi a fior di pelle, battendo violentemente il pugno sul manubrio della bici, poi si è addirittura sfiorata la rissa fra lo stesso atleta della Fdj, con un passato da pugile, Mattia Gavazzi e Robert Hunter, che ha fatto pure da paciere, ristabilendo la calma. Bouhanni e Gavazzi si sono pure abbracciati, dopo essersene dette di tutti i colori. Nella tappa interamente pugliese è andato tutto secondo copione, con la fuga di due australiani, Cameron Wurf e Luke Bobridge, scattati poco dopo il via a Mola di Bari. Il gruppo è riuscito a perfezionare il ricongiungimento dopo ben 118 chilometri dei 169 da percorrere. In una giornata molto calda, al termine di una tappa costellata dalla massiccia presenza di sportivi ai bordi delle strade, Cavedish ha messo tutti d'accordo e ha conquistato il secondo successo al Giro 2013, il 12/o nella corsa rosa.

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