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FOTO: Mauri, la Nazionale, l'ultimo gol della A

di Piercarlo Presutti

L'immagine più bella e quella più brutta dell'anno calcistico, beffarda parodia della 'partita a due facce' dei vecchi cronisti sportivi, le ha regalate un unico giocatore, Stefano Mauri.

Una gran rovesciata nella notte vincente della Lazio contro il Napoli, da molti considerata il gesto tecnico più pregevole della stagione, e la sovrapposizione di questa mattina al poliziotto della scorta nel fare il suo ingresso nel carcere di Cremona. Senza dubbio è il suo l'arresto più clamoroso dell'edizione 2012 del Calcioscommesse.

Lui, di fatto capitano biancoceleste (non porta certo bene quella fascia: Wilson, Chinaglia, Giordano, Manfredonia, Vinazzani, Signori...) che quest'anno a un certo punto ha sognato persino lo scudetto, in carcere come un Paoloni qualsiasi. Un gran gol, e il suo opposto: incostante, enigmatico, caratteristiche di Mauri in campo e - stando alle accuse dei magistrati - anche nella vita. Bello, elegante, animatore magari involontario della movida del quadrante Nord della capitale: ponte Milvio e dintorni, con il compagno di squadra Brocchi e - amicizia pericolosa assai - con Alessandro Zamperini, il suo primo aggancio con questa brutta vicenda di giocate proibite e partite truccate. Casa chic vicino a via Cortina d'Ampezzo, comoda per andare a Formello ad allenarsi ed anche per raggiungere i compagni per qualche grigliata all'Olgiata.

Ma le scommesse - dice l'ordinanza di custodia cautelare - le faceva a Malagrotta, guarda caso zona di discariche: materiali, e talvolta morali. Ci sarà un giudice a valutare sulle accuse a Mauri, e poi arriverà inevitabile il secondo tempo con la sentenza della giustizia sportiva: fatto sta che se fosse vero il quadro tratteggiato dal pm di Cremona, Mauri avrebbe dilapidato un talento indiscutibile. Sempre sul punto di esplodere davvero, a 32 anni è un po' incompiuto: ma che abbia classe e colpi (quest'anno 4 gol, oltre alla perla con il Napoli quello decisivo nel derby con la Roma) nessuno lo nega. Ha frequentato la Nazionale già ai tempi in cui il ct era il primo Lippi, e poteva anche ritagliarsi spazi maggiori. Poi è arrivato alla Lazio, era il 2005-2006.

Un po' attaccante e un po' trequartista, difficile da interpretare per i difensori avversari e per i giornalisti in tribuna ("che ha fatto? Boh, certo che quando arriva sotto porta accende la luce..."), ha percorso anche scampoli di gossip fidanzandosi con la figlia del suo allenatore Delio Rossi, candidata a Miss Italia. Invece di ritagliarsi una dolce vita, è precipitato però in una doppia vita. Stanotte, capita l'antifona, ha cercato il contropiede più importante imboccando la strada per il Nord per farsi interrogare ed evitare l'arresto. L'azione in zona Cesarini non ha funzionato: i poliziotti, più attenti dei difensori di Napoli e Roma, lo hanno preso molto prima di Cremona.

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