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Napoli, Torino e Pescara in festa FOTO e VIDEO

(Foto Cesare Abbate, Alessandro Di Marco, Massimiliano Schiazza)

TRIONFO NAPOLI, CITTA' IMPAZZISCE DI GIOIA  - Caroselli d'auto, fumogeni, fuochi d'artificio e clacson impazziti: è festa grande a Napoli per la conquista della Coppa Italia dopo un digiuno durato 22 anni (la Supercoppa italiana del '90 l'ultimo trofeo vinto a conclusione dell'era Maradona). Una festa che durerà tutta la notte e che vivrà il suo momento più entusiasmante quando ci sarà l'abbraccio con la squadra che, di ritorno da Roma, farà un giro in città a bordo di un pullman scoperto. Al triplice fischio finale dell'arbitro Brighi, la città, fino ad allora silente e deserta, si è riversata in strada per festeggiare con caroselli di auto e trombe squillanti il successo guadagnato sui campioni d'Italia della Juventus. Un vero pandemonio che ha ricordato i fasti dell'epoca maradoniana. La festa è partita dal lungomare, dove circa 30mila persone si sono radunate per assistere alla partita grazie ad un maxi schermo: a loro si sono aggiunti tantissimi altri tifosi che avevano preferito vedere la partita incollati alla tv nelle proprie abitazioni. A via Caracciolo tantissimi i tifosi che hanno gioito per le prodezze di Cavani e Hamsik: hanno funzionato evidentemente i riti scaramantici attuati prima dell'incontro, con un corno gigante anti-jella posto sotto lo schermo. Il rigore dell'1-0 trasformato da Cavani ha fatto impazzire di gioia i presenti, ma é stato dopo il gol di Hamsik che è partita la festa, con i sostenitori azzurri con le bandiere e indosso le magliette dei loro idoli impegnati a ballare mentre accompagnavano con cori le scene della premiazione che arrivavano via video da Roma, fino a salutare con un boato il momento in cui capitan Cannavaro ha alzato la Coppa Italia al cielo in un tripudio assordante di fuochi d'artificio e trombe. Numerosi anche i fumogeni accesi. In occasione dei gol, e a fine partita, in diversi quartieri della città sono stati sparati anche fuochi pirotecnici. Poi è partito il corteo delle auto e dei motorini che hanno sfilato per le vie del centro, ma non sul lungomare, chiuso per la ztl. Traffico bloccato, con balli e canti improvvisati al centro della sede stradale occupata, in diversi punti della città: dalla Riviera di Chiaia al Corso Umberto, da piazza Trieste e Trento a via Marina, mentre sullo sfondo rimbombavano fuochi degni della sera di Capodanno. Un copione che andrà avanti per tutta la notte. Per una festa attesa 22 anni.

TORO TORNA IN A E PORTA SECONDO TITOLO A TORINO 
- Il Toro batte il Modena 2-0, dopo tre anni di Purgatorio torna in serie A e la Torino del calcio che vince tutto si ritrova per la terza volta in due settimane a festeggiare in strade e piazze della città. Quindici giorni fa e domenica scorsa erano stati i tifosi della Juventus a dar vita a caroselli, slogan, cori e fuochi d'artificio per uno scudetto atteso per anni; oggi sono state le maglie granata del Toro. In migliaia si sono radunati al diroccato stadio Filadelfia, mitica sede del Toro, da dove la squadra granata è partita per il centro città a bordo di un pullman scoperto nonostante la pioggia battente. Nel corteo un gigantesco toro allegorico, che ha attraversato la città fino alla centralissima piazza San Carlo, dove la festa è proseguita, sobria ma anche con qualche momento di tensione. Si sono rischiati incidenti quando un gruppo di ultrà ha tentato di prendere d'assalto lo Juventus Store ed è stato respinto dalle forze dell'ordine, schierate fin dal pomeriggio a difesa del negozio. La notte del 5 maggio, durante la festa per la conquista dello scudetto da parte della Juve, sconosciuti avevano assaltato e saccheggiato il Toro Store torinese; avevano causato molti danni e rubato quasi tutta la merce esposta. La preoccupazione è per quello che potrebbe avvenire nella notte: dopo la finale di Coppa Italia, in caso di vittoria della loro squadra sul Napoli, i tifosi juventini potrebbero tornare in strada per festeggiare un anno "superstraordinario", come lo ha definito il tecnico Antonio Conte, e non è escluso che ci siano momenti di contatto con i tifosi granata. Comunque finisca all'Olimpico di Roma, per la Juventus è stata una stagione esaltante. Partita senza i favori del pronostico dopo alcune annate fallimentari, con gli esperti che le mettevano davanti Milan, Inter e forse anche il Napoli, la squadra di Conte ha conquistato il titolo soprattutto grazie alla grinta e al carattere. Nel momento chiave della stagione è riuscita a rimontare e a sorpassare il Milan che sembrava avviato verso il secondo scudetto di fila e a conquistare il suo pubblico, che da anni era a digiuno di vittorie. I tifosi bianconeri hanno ritrovato la voglia di festeggiare. Lo scetticismo pervadeva forse ancor di più i tifosi del Toro, che mai a inizio stagione avrebbero pensato che la loro squadra avrebbe condotto in testa praticamente tutto il campionato. La formazione granata ha trovato nel tecnico Giampiero Ventura, esperto in promozioni, il suo condottiero ideale e, soprattutto, la persona capace di darle un gioco e una grinta che ha conquistato il pubblico. E' soprattutto questo che mancava al popolo granata, che a partire da questo pomeriggio pensa già al ritorno del grande derby con i cugini bianconeri. E il sindaco della città, Piero Fassino, non nasconde la soddisfazione per i successi sportivi. "La città - dice - è orgogliosa delle sue squadre, che con i loro successi, consentono a Torino di fregiarsi, con diritto, del titolo di capitale del calcio italiano".

PESCARA IN A, SI AVVERA SOGNO SOTTO STELLA ZEMAN  - Nato sotto la stella di Zeman, questo Pescara non poteva che finire così il suo splendido campionato, affibbiando tre gol a una Sampdoria che sapeva già di aver accesso ai playoff e che quindi non si è preoccupata più di tanto di arginare il fronte di fuoco del miglior attacco del campionato. Con questo risultato gli abruzzesi tornano in serie A, perché, se anche dovesse finire il torneo a pari punti con Verona e Sassuolo, è in vantaggio su entrambe per gli scontri diretti. I blucerchiati hanno avuto un ottimo avvio di partita, in cui il reparto offensivo, nonostante la scelta strategica di non far giocare Eder, ha fatto il proprio dovere. Ma il Pescara, quello di Zeman, non perdona i cali di tensione e nemmeno le zone franche. Matura così il gol di Caprari, che al 18' pt raccoglie una verticale di Verratti e spara un destro sul primo palo che gabba Romero. E proprio Romero, con una papera inimmaginabile, favorisce pure il secondo gol, al 20': c'é chi dice esitazione, chi invece imputa al portierone argentino un po' troppa presunzione. Ma qualcuno dovrebbe avergli detto che non è compito dei portieri scartare un attaccante, soprattutto quando questo si chiama Immobile, 27 gol in campionato. Infine, per la Samp è scattata anche la 'maledizione' del rigore, anche questa volta sbagliato da Pozzi, che spara una cannonata e becca in pieno il palo. E' il 45' pt e gli uomini di Zeman preparano la festa. Un appuntamento con la gioia della promozione confermato dal secondo gol di Caprari, che al 16' st scarta tutto il reparto difensivo blucerchiato e segna. Spetterà a Juan Antonio, dopo un parapiglia in area proprio davanti ad Anania, segnare il gol della bandiera. I tre minuti di recupero concessi dall'arbitro Tommasi (la cui direzione di gioco è stata 'sui generis') lasciano il tempo ai pescaresi di preparare la festa. Al termine della partita, Pescara matematicamente in serie A e Samp matematicamente nei playoff. Mentre la tifoseria blucerchiata ha applaudito a lungo gli uomini di Zeman, questi ultimi hanno dato l'assalto al boemo, che ha persino accennato un sorriso.

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