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Omaggio a Delia Scala, prima donna varietà

Dieci anni fa moriva Delia Scala, bandiera di un'epoca e un genere, tra varieta' e commedia musicale, sbarazzino e vitale, ma capace anche di molta serieta' e professionalita'. E'stata la compagna, in film ma soprattutto in scena, di Dapporto,Toto', Macario, Rascel, Chiari, Manfredi, Panelli, Modugno, segnando la storia del nostro teatro tra gli anni '50 e '60 e dandole un segno moderno.

Era considerata un po' la simpatica per antonomasia, vivace e gentile, artista versatile e completa, attrice che e' andata sempre affinandosi, passata al mondo del cinema e del teatro musicale, quindi della tv dopo inizi come ballerina classica e gli studi appunto alla Scala di Milano, da cui prese il suo pseudonimo d'arte (che le trovo' Italo Calvino), quando a 17 anni interpreto' il suo primo film, 'Anni difficili' di Giorgio Zampa.

Nata Bracciano nel 1929, si chiamava Odette Bedogni. Quandola sua famiglia si trasferi' a Milano, si iscrisse alla scuola di danza che frequento' per sette anni, sino a 15 anni,comparendo in vari balletti, da 'Cappuccetto rosso' all'opera'Zaza'' con Beniamino Gigli e Mafalda Favero sino a 'La bella addormentata nel bosco' di Ciaikovskij.

Per la sua simpatia edisinvoltura in scena, venne scelta quale protagonista bambina per un documentario sulla Scala del regista Giorgio Ferrari. Poi arrivo' il cinema, grazie al suo sorriso sbarazzino e il viso acqua e sapone da brava ragazza, un corpo vivace e spigoloso, ben diverso e piu' moderno di quello delle maggiorate allora in voga, tanto che la Lux le fece un contratto per tre anni. Appare cosi' in oltre trenta film nell'arco di poco piu' di dieci anni, da titoli impegnati come 'Roma ore 11' di Giuseppe De Santis, 'Napoli milionaria' di Eduardo De Filippo, 'Vita da cani' di Steno e Monicelli o 'Prima del diluvio' di Andre'Cayatte (dove, nel '57, viene tagliato dalla censura un suo senonudo), a commedie leggere che vanno da 'Come scopersi l'America'nel 1949 con Macario a 'Bellezze in bicicletta' assieme alla Pampanini, Tieri e Rascel, sino a 'Signori si nasce' accanto aToto' nel 1960.

Il vero successo e quella popolarita' che ne fara' un personaggio simbolo di grande comunicativa e molto amato dalpubblico le arrivano comunque dal teatro e l'incontro con la ditta Garinei & Giovannini che, dopo averla notata nel film 'Gran varieta'' e aver cercato di coinvolgerla nelle lor oriviste, scrivono per lei la loro prima commedia musicale, che avra' un successo travolgente e diverra' anche un film (il primo italiano in Cinemascope), 'Giove in doppiopetto', dove e'accanto a Carlo Dapporto e canta 'Ho il cuore in paradiso' di Gorni Kramer.

Una anti-Osiris, insomma, non piu' soubrette tutta granditoilette, attorno alla quale ruotano i vari numeri, ma attrice che balla, canta e recita sempre ad alto livello, capace di stare accanto sia ad un attore consumato, sia a un grande cantante, come dimostrarono i suoi impegni successivi, da 'Buonanotte Bettina' con Walter Chiari a 'L'adorabile Giulio', per citarne solo due, prima del suo 'Delia Scala Show' del 1961.

Nel 1964 debutta nella versione italiana del musical 'My fairlady' assieme a Gianrico Tedeschi che e' un nuovo grandetrionfo. Vengono ancora 'Un trapezio per Lisistrata' con NinoManfredi, 'Il giorno della tartaruga' con Renato Rascel e nel'66 un altro appuntamento storico firmato da G&G, 'Rinaldo incampo' al fianco di Domenico Modugno, in cui dimostra tutta lapropria maturita' di interprete, prima di lasciare le scene anemmeno 40 anni, nonostante offerte arrivate anche dagli Usa, apatto che imparasse l'inglese (''Ma nello studio sono semprestata pigra'', spiegava lei, confessando anche di ''non aver maiavuto il sacro fuoco del teatro, che amavo sì, ma anche odiavoperche' non mi permetteva quella vita normale che avrei tantovoluto'': in verita', infatti, ''aveva fatto tutto la mamma, unvero manager'').

Un successo che non puo' lasciarsi sfuggire la televisione,che la propone come conduttrice del primo vero varieta' delsabato sera, 'Canzonissima' 1959-'60, e via via la scritturera'per vari programmi, arrivando allo sceneggiato 'Casa Cecilia'nel 1981, che segna un ritorno in scena dopo oltre dieci anni di assenza e di vita da signora borghese (casa, Canasta e shopping,come diceva lei stessa, sottolineando il rammarico di non esse reriuscita ad avere figli), venuti praticamente dopo essere stata operata d'urgenza di un tumore al seno e essersi sposata nel1966 con Piero Giannotti, che morira' in un incidente stradale in bicicletta nel 1982. Era in realta' il secondo marito, dopo un brevissimo matrimonio (annullato dalla Sacra Rota) da giovanissima con un greco da lei salvato nel '43. Una vita amorosa segnata da tragedie: era morto al volante della sua Ferrari, della cui scuderia era pilota, il suo compagno Eugenio Castellotti nel 1956 e morira' nel 2001 di cancro il suo ultimo marito, l'industriale Arturo Fremura, sposato nel 1986. Dalle sue esperienze e l'essere diventata un simbolo della lotta contro i tumori nacque quindi anche l'impegno sociale contro questa malattia, a cominciare dalla conduzione degli show annuali 'Una rosa per la vita' negli anni Ottanta.

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