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Belle e Sebastien, dalle Alpi a Sorrento

di Francesca Pierleoni

Neve candida, tenerezza e buoni sentimenti per Belle, grande e candido cane dei Pirenei e Sebastien, coraggioso orfano di sette anni: la loro storia è diventata prima un classico della letteratura per ragazzi con il romanzo di Cecile Aubry, poi è approdata in tv, a metà anni '60 con un telefilm, sempre scritto dalla Aubry e interpretato da suo figlio Mehdi, e a inizio anni '80 un cult globale con il cartone animato. Ora a proporla sul grande schermo, per una nuova generazione di bambini, e non solo, e' Nicolas Vanier, con Belle e Sebastien. Il film arriva nelle sale francesi in questi giorni e in quelle italiane il 30 gennaio distribuito da Notorious Pictures.

Dopo essere stato protagonista di un red carpet ad hoc, con il grande cane Belle, tra bambini e fiocchi di neve al Festival internazionale di Roma, ora l'esperienza natalizia sarà rinnovata anche a Sorrento in occasione delle giornate professionali. Il 4 dicembre dalle ore 18.00, in Piazza Tasso a Sorrento, durante la storica cerimonia di accensione delle luci dell'albero di Natale ci sarà un ospite d'eccezione: Belle.

''Sono cresciuto con il telefilm, ne ero appassionato, perche' parlava di animali, di natura di montagna, diventati molto importanti nella mia vita di adulto - ha spiegato il regista a Roma -. Quando la Gaumont mi ha offerto il film, mi angosciava un po' l'idea di provare a riproporre una storia che mi aveva lasciato un segno cosi' profondo. Ma ho accettato la sfida di distinguermi dalla serie televisiva, restando fedele agli elementi base della storia''.

Il protagonista della vicenda, ambientata durante la II guerra Mondiale, sotto l'Occupazione nazista, e' Sebastien (Felix Bossuet, scelto tra 2400 candidati al ruolo) orfano di sette anni che vive in un villaggio delle Alpi Francesi. Il piccolo, che passa le giornate giocando da solo fra le montagne, stringe un legame profondo con Belle, grande e candido cane dei Pirenei, scappato dal pastore che lo teneva a catena e lo picchiava. I pastori e i soldati tedeschi, che pensano l'animale si sia inselvatichito, gli danno la caccia. Sebastien pero' difende Belle da tutto e da tutti e si trova a diventare anche testimone di fughe (quelle degli ebrei, attraverso le montagne), ingiustizie, lutti e perdoni...

''Spostare l'ambientazione storica e' stata una delle condizioni che ho posto quando ho detto si' al film - ha detto Vanier al Festival di Roma -. Non solo perche' volevo raccontare l'atmosfera della montagna, i suoi colori in quegli anni, ma anche perche' mi permetteva di rinnovare una dimensione essenziale della serie: quella dell'avventura, del viaggio e del concetto di passaggio di testimone'', per questo racconto che e' anche ''un romanzo di formazione''.

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