Percorso:ANSA.it > Photostory Spettacolo > News
La Belle Epoque nelle affiches italiane

di Nicoletta Castagni

ABANO TERME - Una cometa rutilante per pubblicizzare il Vermouth Martini, la figura femminile suadente che sovrasta una Milano notturna e fatata per raccomandare la lettura del Corriere della Sera, un Arlecchino danzante che invece invita a bere i liquori del marchio Isolabella: queste e molte altre sono le affiches italiane del primo '900, rari esemplari riuniti per la prima volta in una mostra che celebra i 100 anni dell'Hotel Trieste&Victoria, famoso per aver ospitato il comando del Generale Diaz nell'ultima, vittoriosa fase della prima guerra mondiale.

Intitolata 'Le Belle della Belle Epoque', la rassegna e' stata realizzata con i manifesti della Collezione di Massimo e Sonia Cirulli, in cui sono custodite ben 18.000 affiches italiane realizzate dalla fine dell''800 agli anni '70. Una trentina in tutto e suddivise nei cinque alberghi del gruppo Borile per ricreare la spensieratezza fin de siecle e il sogno della modernita', che appunto ando' infranto con l'evento bellico. Quella che rivive nelle sale di sapore ancora ottocentesco e' l'epoca di Gabriele D'Annunzio, che soggiorno' al Trieste&Victoria mentre progettava il volo su Vienna, di poeti, letterati, esponenti del mondo politico e finanziario, clienti assidui della localita' termale vicina a Padova. ''I manifesti italiani della Belle Epoque sono molto difficili da trovare, perche' il loro collezionismo e' una tendenza del mercato piuttosto recente, al contrario che in Francia'', ha spiegato Cirulli, che da circa vent'anni raccoglie opere in grado di raccontare la creativita' del Made in Italy nel XX secolo.

Il suo Archivio, nelle due sedi di Bologna e New York, possiede in tutto 180.000 opere, tra materiale fotografico, documentario, dipinti, sculture, appunto manifesti, con cui organizza mostre sull'Italia in tutto il mondo. Qui ad Abano sono arrivate le grafiche piu' preziose, come il bozzetto del 1925 di Marcello Dudovich per le pellicole Agfa, un vero capolavoro. E bellissimi sono i manifesti per i grandi magazzini napoletani Mele, che testimoniano le frivolezze della moda di fine secolo, tutte le novita' per signora, ma anche le collezioni per i bambini o per le spose. Non mancano le affiches che pubblicizzano profumi, saponi, creme miracolose, i cui soggetti sono ovviamente ammalianti figure femminili in stile deco'. Decisamente meno convenzionali, i manifesti dei liquori, nei quali il segno della modernita' futurista e' immediatamente percepibile grazie alla perizia inventiva di Hhenstein, Cappiello, Beltrami. ''Le affiches sono tutte litografie realizzate dalla Ricordi di Milano'', aggiunge Cirulli, perche' in Italia il manifesto e' nato per fare pubblicita' alle opere liriche.

Pensati per tutte le dimensioni, gli originali sono ormai una vera rarita'. L'idea di organizzare una mostra per celebrare i cento anni del Trieste&Victoria, dice Chiara Borile, risponde al nuovo tipo di offerta diversificata del gruppo alberghiero, che oggi punta ad affiancare al soggiorno termale anche una sempre piu' offerta culturale. Per tutto il 2012 si susseguiranno infatti manifestazioni e mostre ad Abano Terme, senza contare la messa a punto di percorsi di interesse storico e artistico nella vicina Padova. Primo fra tutti, quello sui giardini massonici ed esoterici ideato dalla storica dell'arte Elena Novazzi, che fa riscoprire le meraviglie architettoniche della citta'. Da Prato della Valle a Palazzo Robiati all'Orto botanico (il piu' antico al mondo tra quelli universitari), riemergono le vestigia di un potere iniziatico che si spalma nel corso dei secoli, le cui tracce sono i grifoni di pietra, gli obelischi, i simboli dei costruttori (il compasso, la squadra, il molletto) che distingueranno neofiti, compagni e maestri massonici, i loro percorsi esoterici fatti di torri, grotte e palme. Come le 888 piante che abbelliscono i giardini del Trieste&Victoria. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA