Percorso:ANSA.it > Photostory Spettacolo > News
Bosca dottore nel lager e serial killer

di Francesca Pierleoni

Da dottore che offre una speranza agli internati in un campo di lavoro nazista in Polonia nella miniserie Le Olimpiadi nascoste per Rai1 a serial killer in Zodiaco - Il libro perduto, in onda dall'11 aprile su Rai2, un ruolo ''per cui ho studiato i profili di tanti assassini seriali, tra cui Donato Bilancia, che aveva la casa di fronte alla mia scuola''. Sono i due prossimi ruoli da protagonista di Andrea Bosca, uno dei giovani attori piu' versatili del panorama italiano. Classe 1980, piemontese, diplomatosi alla scuola dello Stabile di Torino, e allievo, fra gli altri, di Ronconi, e' al momento sotto le luci dei riflettori grazie anche ai due film che ha in sala: Gli sfiorati di Matteo Rovere, tratto dal romanzo di Veronesi e Magnifica presenza di Ozpetek.

Nelle quattro puntate noir con elementi fantasy di Zodiaco - Il libro perduto, diretto da Tonino Zangardi, Bosca riprende il personaggio di serial killer interpretato nella prima serie Zodiaco (2008): ''Nella prima stagione il gioco era scoprire chi fosse l'assassino, ora si sa, quindi la storia va alle origini del male, al perche' il mio personaggio, Matteo, agisce cosi'. Lui e' drogato dal senso di onnipotenza che gli fa provare uccidere''. In 'Olimpiadi nascoste' di Alfredo Peyretti, ispirato a una storia vera, Bosca e' Vittorio, medico italiano internato in un campo di lavoro in Polonia nel 1944, dove per combatte la disumanita' del luogo e dei carcerieri unendo i prigionieri di diverse nazionalita' attraverso lo sport. Nel cast internazionale ci sono anche Cristiana Capotondi, Alessandro Roja, Miroslav Lhotka, Ondrej Novak, Johannes Brandrup e Gary Lewis (Billy Elliot).

''E' stata un'esperienza molto dura, anche fisicamente, per la parte sono dimagrito sei-sette chili. Nei campi di concentramento lo scopo finale era lo sterminio, mentre in quelli di lavoro, dov'e' ambientata la storia, le privazioni erano fortissime, ma lo scopo non era ucciderti. Per capire come si riuscisse ad andare avanti, mantenere la propria dignita', mi e' servito molto leggere Giovannino Guareschi, che ha scritto del suo periodo di prigionia''. In oltre 14 anni di carriera Bosca ha saputo passare con disinvoltura dal teatro a fiction dai grandi ascolti come Raccontami, da commedie corali come Amore, bugie e calcetto a Noi credevamo di Martone.

''Alcuni pensano che a noi attori basti metterci a posto i capelli e andare a lavorare, invece per ogni ruolo c'e' un percorso da fare. A me piace entrar nel mondo delle altre persone e risuonare secondo la visione del regista. Mi considero un artigiano, come i miei genitori che sono pasticcieri. Il lavoro su ogni ruolo e' andato a nutrire anche il personaggio successivo''. Parlando di alcuni dei grandi registi con cui ha lavorato spiega che per lui ''Martone e' rock. Sembra un intellettuale, ma sa creare sul set emozioni vere e profonde. Sa esplorare come pochi la rabbia dell'animo umano''. Ozpetek invece e' ''punk, ascolta tutti ma sa fare scelte estreme. Ti porta come attore in una zona di rischio, ma non sei mai perso perche' senti costantemente il suo amore e rispetto per il lavoro degli interpreti''. Parole di stima, fra gli altri, anche per Rovere: ''Ha un cervello molto rapido, per farti dare il meglio, spariglia le tue sicurezze''. 

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati