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Nero Wolfe torna con Pannofino e trasloca a Roma

di Daniela Giammusso

ROMA - Il fiuto per le indagini, tutte risolte senza mai uscire di casa, è quello dei romanzi. Anche l'amore per la buona cucina, la passione per le orchidee che cura nella serra di casa, come le mille fobie, per le donne, per il movimento, per gli imprevisti. Questa volta però Nero Wolfe, il geniale investigatore privato dei libri dello statunitense Rex Stout, trasloca da New York nella Roma fine anni Cinquanta con 8 episodi che lo riportano in tv, su Rai1 in prima serata da giovedì, a più di 40 anni dallo storico sceneggiato con Tino Buazzelli del '69. A sfidare un'icona della tv in bianco e nero, c'é oggi Francesco Pannofino (ingrassato per l'occasione di 10 chili), insieme a Pietro Sermonti (con cui ricompone la coppia del telefilm 'Boris') nei panni del suo assistente Archie Goodwin. E poi ancora uno stuolo di personaggi, dal cuoco italiano Nanni Laghi interpretato da Andy Luotto al tutto fare Spartaco Lanzetta (Michele La Ginestra) e il commissario Graziani (Marcello Mazzarella), che nella serie, prodotta da Luca Barbareschi con Casanova Multimedia e diretta da Riccardo Donna, a un certo umorismo british della pagine di Stout affianca una serie di calate tipicamente nostrane.

"La struttura - tiene a precisare Barbareschi - lo scheletro delle storie, il giallo, li abbiamo presi dai romanzi originali, che abbiamo assolutamente rispettato e di cui abbiamo pagato a caro prezzo i diritti. Tutto quello che abbiamo inventato, come l'ambientazione romana, è stato ispirato da Rex Stout stesso, che aveva creato Wolfe a sua immagine e somiglianza. Stout, come Wolfe, aveva origini montenegrine, parlava abbastanza bene italiano e sua figlia Rebecca mi ha raccontato che durante la guerra aveva soggiornato a lungo a Roma". Nulla di strano dunque se Wolfe, allontanatosi dagli Stati Uniti per 'problemi' con il capo dell'FBI, si è ritirato in esilio volontario in una "Roma - racconta il regista - sempre estremamente glamour, fatta di donne, macchine e ville" e dove Wolfe e Goodwin incappano subito nel personaggio di Rosa Petrini, giornalista determinata, quasi sfacciata, interpretato da Giulia Bevilacqua e creato apposta per la serie. "Confrontarmi con un personaggio gigantesco del teatro italiano come Buazzelli - dice Pannofino - era un'impresa pericolosa e difficile. L'ho rivisto e mi sono reso conto quanto fosse inutile scimmiottarlo".

Meglio concentrarsi su Wolfe "personaggio complesso, di grande genialità, ma anche fragilità. Ama la buona cucina e in questo ci assomigliamo. Ma è pieno di paure, non da mai la mano e ha messo una corazza, il suo pancione, tra lui e il mondo". Perché un altro Wolfe dopo 40 anni? "Proprio perché ormai sono passate 2-3 generazioni da Buazzelli - spiega il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce - Come Pinocchio, viene sempre rifatto, usando i nuovi linguaggi della tv". La scommessa semmai "é quanto le sue indagini psicologiche e senza azione possano interessare il pubblico di oggi". Frutto di "un anno di scrittura" il nuovo 'Nero Wolfe', aggiunge Barbareschi, è "stato tutto girato in Italia, e non all'estero, per mantenere lavoro e studio nel nostro paese".

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