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Leonardo: Sant'Anna ritrova il suo blu

Presto in mostra La restauratrice, 'E' stata la mia ossessione'

18 marzo, 16:16
La restauratrice Cinzia Pasquali lavora nel suo laboratorio della Scuola del Louvre La restauratrice Cinzia Pasquali lavora nel suo laboratorio della Scuola del Louvre
Leonardo: Sant'Anna ritrova il suo blu

di Luana De Micco

PARIGI - Nel suo laboratorio della Scuola del Louvre, a Parigi, Cinzia Pasquali ha appena terminato il restauro della ''Sant'Anna, la Vergine e il Bambino'', il capolavoro di Leonardo che la prossima settimana tornera' nelle sale del museo dopo aver ritrovato una nuova giovinezza. Nel corso della pulitura e' emerso a sorpresa l'intenso blu della veste della Vergine. Sono spuntate alcune piccole onde che si infrangono ai piedi della Santa, un dettaglio che era andato perduto. Sono comparse anche le impronte digitali del pittore che, probabilmente, con le dita stemperava la pittura, tanto da non lasciare alcuna traccia del pennello. Sono sui capelli della Vergine, sui bordi superiori, sul blu del mantello.

''In quest'ultimo anno e mezzo ho vissuto in una bolla. Lei, la Sant'Anna, e' diventata la mia ossessione, la sognavo di notte. Ora e' il momento di lasciarla andare. E' doloroso come separarsi da un figlio'', racconta all'ANSA la restauratrice romana, che ha gia' diretto i restauri della Galleria degli Specchi di Versailles. Mentre parla, scosta dal viso i lunghi capelli neri e porta un ultimo, rapido, ritocco all'opera, poi posa il bastoncino di cotone: ''Secondo me potevamo pulirla di piu', ma sono i conservatori del Louvre a decidere'', afferma. Leonardo dipinse la Sant'Anna negli ultimi 20 anni della sua vita e, nel 1516, la porto' con se' in Francia, senza mai finirla (i lavori hanno confermato l'incompiutezza dell'opera).

Poi, dall'ultimo restauro, nel XIX secolo, ad oggi si erano formate chiazze scure e le vernici non originali si erano alterate. Alcuni sollevamenti erano apparsi lungo un'asse di pioppo della struttura. Sui 54 micron di spessore iniziale delle vernici non originali (misurate con strumenti all'avanguardia), ne sono stati lasciati tra gli 8 e i 12. ''Io le avrei portate a 4 - aggiunge la Pasquali -. Dal momento in cui il quadro non e' stato sverniciato, e' inutile per me lasciare strati invecchiati che cambiano sempre un po' la percezione cromatica''.

Cinzia Pasquali ha ripulito tutta la superficie dell'opera due volte. ''E' stato un momento magico - racconta -. Non ci aspettavamo un blu cosi' luminoso. La scoperta delle impronte digitali e' stata emozionante. Diciamo che le ho cercate. Ne sono state trovate molte su altri quadri di Leonardo, quindi me le aspettavo. Che siano del pittore non ci sono dubbi - precisa -, ma bisognerebbe fare uno studio trasversale per dimostrarlo''. La fase di alleggerimento delle vernici ha sollevato una querelle tra gli esperti e due membri della commissione scientifica hanno abbandonato l'operazione. Se il Louvre ha scelto Cinzia Pasquali non e' solo per la sua competenza, ma anche per la sua forza di carattere. Intervenire su un Leonardo e' sempre delicato e c'era bisogno di una professionista in grado di affrontare le pressioni.

''Le polemiche? Non hanno intaccato ne' il mio lavoro ne' la mia concentrazione'', sostiene determinata. ''E' troppo facile dire: attenzione, stiamo rovinando un Leonardo, senza avanzare prove tangibili. Il Louvre ha dimostrato con analisi chimiche che il quadro non correva alcun rischio. Che interesse avrebbe a rovinare uno dei suoi capolavori? Sono intimamente sicura - conclude poi, sorridendo - che la Sant'Anna piacera' a tutti. Chi la guardera' non potra' non amarla. Lo dico un po' con l'orgoglio di una madre''.

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