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Cinema: da Monicelli arriva la nuova armata Brancaleone

di Francesco Gallo

ROMA - Mario Monicelli non sarà mai vecchio. Bisogna farsene una ragione. Solo il 16 maggio ha compiuto 95 anni, ma ancora adesso non rinuncia a tirar fuori dal suo cappello di toscano pieno di disincanto e provocazioni sorprese a più non posso. E' il caso ora de 'La nuova armata Brancaleone'. mediometraggio girato in prima persona dallo stesso Monicelli, scritto assieme a Mimmo Calopresti (La maglietta rossa), prodotto da Renzo Rossellini e musicato da Stefano Lentini.

A quattro anni da 'Le rose del deserto', e a due da un altro suo corto dedicato al quartiere Monti presentato al Festival di Venezia, arriva quest'ultima fatica del regista de La grande guerra. Un lavoro sembra realizzata in gran segreto con attori non professionisti, avvalendosi della collaborazione degli studenti dell'Istituto Rossellini.

"La nuova armata Brancaleone è uno spaccato dell'Italia di oggi, delle sue speranze, delle sue illusioni, dei suoi vizi, delle sue virtù e un'ipotesi su un futuro prossimo venturo. Tutto visto dall'occhio di chi l'Italia la capisce bene e non da oggi" si legge nelle note di regia. Da queste premesse il film della durata di circa 50 minuti non mancherà quasi sicuramente di creare qualche polemica. Il titolo e lo spirito di questo lavoro ovviamente dovrebbero rifarsi a quel film cult del 1966 come L'armata Brancaleone che é entrato tanto nell'immaginario degli italiani da diventare un modo di dire.

Per descrivere in negativo un gruppo di persone molto poco attendibile, disastroso. La nuova Armata brancaleone, che verrà presentata il 3 giugno a Roma alla presenza di Monicelli, Calopresti e Rossellini, parteciperà fuori concorso al Festival del Cinema di San Sebastian (dal 17 al 25 settembre). L'idea di questo nuovo lavoro di Monicelli era forse emersa anche se non in maniera chiara al Festival di Venezia del 2008 dove il regista aveva presentato il cortometraggio 'Vicino al Colosseo c'é Montì, fuori concorso al Lido.

Un omaggio al rione romano in cui il regista vive da tanto tempo, nato da un'idea di sua moglie, Chiara Rapaccini. Proprio in quella occasione aveva detto sui suoi progetti: "Per adesso non sto lavorando. Ma spero ancora di realizzare un'idea che ho in mente da cinquant'anni, senza riuscire mai a farla. Non ho voglia però di parlarne, sembrerei presuntuoso".